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Zaccagni LazioGetty Images

Lazio attesa alla prova degli scontri diretti: fin qui ha conquistato solo un punto su 9 a disposizione

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Alla fine, forse, la sconfitta era destinata ad arrivare. Il problema, dal punto di vista della Lazio, è come è arrivata: quello splendido destro a giro di Rovella annullato dopo l'intervento del VAR, nell'ambiente biancoceleste non l'ha digerito proprio nessuno.

Ma Parma è già il passato, nonostante dalla sconfitta del Tardini non siano passate che poche ore. In un calcio frenetico, la Lazio ha già due impegni ravvicinati di fronte a sé. Ironia della sorte, contro lo stesso avversario: il Napoli capolista del campionato. Prima in Coppa Italia, giovedì sera, poi domenica sera nel posticipo della quindicesima di Serie A.

Sarà un bel banco di prova per la squadra di Marco Baroni. Non solo per la curiosità di capire la reazione dopo il ko di Parma, ma anche per comprendere come Castellanos e compagni se la caveranno di fronte a uno dei maggiori ostacoli di questo inizio di stagione: gli scontri diretti.


  • UN PUNTO SU 9

    Prendendo in considerazione le prime sette della classifica, la Lazio fino a questo momento ne ha affrontate solo tre: il Milan alla terza giornata, la Fiorentina alla quinta e la Juventus all'ottava. Con un rendimento scadente: appena un punto conquistato su 9 a disposizione.

    Il punto in questione è arrivato a fine agosto contro il Milan, in una notte in cui ottenere l'intera posta in palio sembrava essere una missione non impossibile. Specialmente nel contesto di un avversario in preda alle tensioni interne, dopo l'iniziale panchina contemporanea di Leão e Theo Hernandez e il caso cooling break con protagonisti il francese e il portoghese. E invece, nulla di fatto: 2-2, con lo stesso Leão a rispondere all'uno-due firmato da Castellanos e Dia.

    Contro Fiorentina e Juventus è andata peggio: la squadra di Baroni è tornata a casa a mani vuote sia dal Franchi che dall'Allianz Stadium. In entrambi i casi tra le polemiche, proprio come a Parma, rispettivamente per i due rigori concessi ai viola - e trasformati da Gudmundsson - e per un colpo non sanzionato di Douglas Luiz a Patric.

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  • LA NOTTE CONTRO IL PORTO

    Una delle notti più esaltanti della Lazio, per il valore dell'avversario, è stata in Europa League, non in campionato: il 2-1 che i capitolini hanno inflitto al Porto all'inizio di novembre, valso la quarta vittoria consecutiva e il primo posto solitario nel primo girone unico della storia della competizione.

    Esaltante, quel successo, lo è stato anche perché la Lazio ha cercato la vittoria fino alla fine. E alla fine l'ha trovata in pieno recupero grazie a un inserimento vincente in area dell'eterno Pedro, dopo che in precedenza Eustaquio aveva ristabilito l'equilibrio rotto dall'iniziale vantaggio di Romagnoli.

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  • IL CAMMINO DELLA LAZIO

    Per il resto, i biancocelesti hanno vinto le partite che dovevano vincere. Così si sono costruiti una classifica di altissimo livello, sognando addirittura il sorpasso al primo posto sul Napoli prima della sconfitta di Parma e del contemporaneo successo partenopeo a Torino. Così, nonostante una concorrenza feroce, vogliono provare a dire la loro nella lotta per un posto in Champions League. E così hanno concrete chances di passare direttamente agli ottavi di Europa League.

    Venezia, Verona, Torino, Empoli, Genoa, Como, Cagliari, Monza e Bologna: escludendo i felsinei, battuti peraltro in 11 contro 10, gli avversari battuti dalla Lazio in campionato navigano tutti nella parte medio-bassa della classifica.

  • CICLO DI FERRO

    Questo, dunque, è lo step successivo che la Lazio dovrà compiere nelle prossime settimane. Solo così si capirà con maggior certezza chi sia davvero la squadra di Baroni e per che cosa possa davvero lottare, specialmente alla luce di una rivoluzione che in estate ha visto andarsene Immobile, Luis Alberto e Felipe Anderson.

    Lo esige il calendario, che adesso sì inizia a farsi tosto: la Lazio giocherà due volte in pochi giorni contro il Napoli, quindi fino al 5 gennaio se la vedrà con Inter, Atalanta e Roma in Serie A e con l'Ajax in Europa League. Un ciclo di ferro, uno scontro diretto dopo l'altro per le zone altissime delle due classifiche, tra campionato e coppa.

    La striscia terribile verrà interrotta da una sola sfida abbordabile, almeno potenzialmente: quella del 21 dicembre contro il Lecce di Giampaolo. Che fin qui, però, col nuovo allenatore non ha ancora perso e ha appena fermato la Juventus sull'1-1.

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