Gianluca Rocchi torna a parlare dopo la richiesta d'archiviazione nell'inchiesta sugli arbitri.
L'ex designatore arbitrale della Serie A ha dichiarato in un'intervista a Il Corriere dello Sport: "Mi è esplosa una bomba nella vita, stravolta. Una bolla, ogni tanto mi osservo da fuori e mi auguro di svegliarmi da un incubo. Ho scelto un ruolo basato su valori quali l'onestà e la rettitudine, all'improvviso mi hanno trasformato in un mezzo delinquente. Ho conosciuto l'umiliazione e l'ho anche frequentata per mesi, è un'esperienza che non auguro a nessuno e ho reagito come ho potuto".
"Giugno è stato un periodo tra i più duri e posso aver pensato di tutto, diciamo che non ero nelle condizioni ideali per mantenere l'equilibrio. Ho letto e sentito tante cose, ma non ci ho mai voluto credere. In certi posti e con certi ruoli non andare a genio a qualcuno è fin troppo naturale. Così come ho degli amici, ho dei nemici, gente che si è sentita demansionata. Però ho trovato anche tanta gente amica che ha provato a rassicurarmi, ho ricevuto messaggi molto belli anche da arbitri che non avevo per così dire aiutato a crescere".
"Me lo sarò ripetuto 50 volte: perché a me, cosa ho combinato? Da impazzire e le cose sono via via peggiorate. Ho letto e ascoltato di tutto, ero il mostro. Ho fatto pensieri di ogni tipo, chi mi vuole così male? Mi sono ritrovato senza un'identità e senza un lavoro. Mi sono autosospeso? Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei princìpi e lo rifarei. Avevo delle responsabilità nei confronti degli arbitri, volevo che finissero la stagione in condizioni accettabili, senza pressioni supplementari".


