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McKennie JuventusGetty Images

L'ennesima rinascita di McKennie alla Juventus: da esubero a elemento "utile e funzionale"

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Sì, Weston McKennie è a tutti gli effetti un giocatore della Juventus. Non un nuovo giocatore, ma quasi. Perché ritrovarlo a disposizione di Thiago Motta a un giorno dall'esordio in campionato rappresentava uno scenario quasi da fantascienza.

McKennie è stato reintegrato dall'allenatore e della dirigenza. Una decisione che lo stesso Motta ha confermato in conferenza stampa. Lo stesso discorso non si può fare per Federico Chiesa, ad esempio: lui è e resta sul mercato, in attesa che qualcosa si sblocchi negli ultimi giorni di agosto.

"McKennie è un giocatore utile e funzionale per le nostre esigenze": così ha parlato Thiago Motta ai giornalisti presenti in sala stampa. Senza dilungarsi troppo, ma al contempo spiegando come l'americano sia tornato completamente a far parte dei suoi piani.

  • DÉJÀ-VU

    A ben vedere, è quasi un déjà-vu. Anche un anno fa McKennie si era ritrovato costretto a vivere una situazione simile, portato gentilmente sull'uscio da una dirigenza che aveva deciso di fare a meno di lui.

    Nell'estate del 2023 Weston era appena tornato dal prestito al Leeds, con cui era retrocesso dalla Premier League alla Championship tra accuse di scarso impegno da parte dei tifosi. La sua partenza era considerata certa. Magari di nuovo per l'Inghilterra, magari di nuovo per la Germania.

    "Quando sono tornato non avevo più il mio armadietto, una stanza in hotel o un parcheggio al centro sportivo - ha raccontato qualche tempo fa a The Athletic -Mi cambiavo negli spogliatoi delle giovanili, anche se in quello principale c’era posto per giocatori della rosa che non avevano mai vestito la maglia della Juve ed erano sempre in prestito. Io quando ero andato via giocavo regolarmente, adesso non potevo nemmeno riavere il mio vecchio numero di maglia anche se non era stato riassegnato”.

    E invece poco si è mosso sul mercato, tanto da indurre la Juventus a cambiare lentamente idea. McKennie è rimasto a Torino, si è riguadagnato la fiducia di Massimiliano Allegri, si è messo a disposizione: da centrocampista, da esterno. A un certo punto, tra i migliori della squadra c'era anche lui.

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  • UN ANNO DOPO

    McKennie è stato uno dei più presenti nella Juventus lo scorso anno: 34 le presenze in campionato, 4 in Coppa Italia. Nella finale dell'Olimpico contro l'Atalanta è rimasto in campo dal primo all'ultimo minuto. In una stagione a tratti sofferta nonostante il terzo posto finale, si è guadagnato la pagnotta.

    Eppure, ancora una volta, la Juventus ha provato a metterlo alla porta. Non lo ha convocato per il ritiro in Germania, lui come Chiesa e Szczesny, Arthur e De Sciglio. Lo ha inserito nell'operazione Douglas Luiz con l'Aston Villa, ma si è trovata di fronte un muro di rifiuti. E alla fine ha dovuto spedire a Birmingham Barrenechea e Iling-Junior.

    Acquirenti, alla fine, non se ne sono più visti. E così, lentamente, come un anno fa la situazione ha cominciato a mutare. McKennie avrebbe avuto un colloquio con Thiago Motta, mettendosi a disposizione del nuovo allenatore come si era messo a disposizione di Allegri. Risultato: pace fatta.

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  • IL CONTRATTO IN SCADENZA

    Di mezzo, come spesso accade in questi casi, c'è anche una questione economica. Il contratto di McKennie va infatti in scadenza tra meno di un anno, il 30 giugno del 2025. Anche per questo, per non perdere il calciatore a parametro zero, la Juve avrebbe voluto monetizzare subito dalla sua cessione o sfruttarlo come pedina di scambio.

    Anche qui - o meglio: soprattutto qui - sulla Continassa sembra essere calato il sereno. McKennie avrebbe accettato di ridursi lo stipendio, venendo incontro alla Juventus e accettando di rinnovare alle condizioni poste dalla società.

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  • COME GIOCHERÀ MCKENNIE ALLA JUVENTUS

    McKennie, insomma, è tornato nelle grazie di Thiago Motta. Anche se inizialmente partirà in seconda fila nelle gerarchie dell'italo-brasiliano, che in questo momento a centrocampo sta puntando sui nuovi acquisti Douglas Luiz e Thuram e infine su Locatelli.

    In attesa di capire se e quando si concretizzerà la caccia a Teun Koopmeiners, che in caso di arrivo a Torino sarà un titolare certo, McKennie si (ri)mette a disposizione. Come centrale di un reparto a due, come mezzala, soprattutto come alternativa in caso di necessità, o a Thuram o a Locatelli.

    Alternativa preziosa e silenziosa, di quelle che non alzano la voce. Un elemento "utile e funzionale alle nostre esigenze", come lo ha definito Thiago Motta. Pur nel contesto di un rapporto tormentato e più volte vicino alla rottura.

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