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Luciano Spalletti JuventusGetty

Juventus dai due volti contro il Genoa, Spalletti: "Dopo mesi non so ancora con cosa ho a che fare"

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La Juventus torna alla vittoria in campionato ed ottiene tre punti pesantissimi che le consentono di riportarsi a -1 dal Como e dunque dal quarto posto che vale l'accesso alla prossima Champions League.

La compagine bianconera, tra le mura amiche dell'Allianz Stadium, si impone per 2-0 contro il Genoa, grazie alle reti siglate nel primo tempo da Bremer e McKennie.

Una prestazione dai due volti, visto che la Juve nella ripresa è decisamente calata e solo una parata di Di Gregorio su rigore battuto da Martin al 75', ha impedito agli ospiti di riaprire la partita.

Luciano Spalletti, parlando ai microfoni di 'Sky Sport', ha commentato la prova della sua squadra.

  • "NON SO CON COSA HO A CHE FARE"

    "Stanchezza oggi nel secondo tempo? Assolutamente no. Noi ieri e il giorno prima non ci siamo allenati, c'era da recuperare. Ai giocatori che sono tornati dalle Nazionali sono stati dati due giorni liberi, poi si è fatto un allenamento e mezzo abbiamo staccato. Abbiamo portato i giocatori in campo a camminare, abbiamo fatto solo dei calci piazzati. Ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi. Sono sei o sette mesi che sono qui e ancora non sono certo del cosa ho a che fare. Non è possibile dopo un primo tempo come quello di stasera, fare un secondo tempo in quel modo lì. Siccome poi nel calcio ci sono gli episodi, se il Genoa segna il calcio di rigore, diventa una partita difficile da portare a casa".

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  • "PREOCCUPAZIONE PER VLAHOVIC E PERIN"

    "Per Vlahovic e Perin c'è preoccupazione perché si sono fatti male tutti e due. Hanno sentito un indurimento muscolare e quindi bisognerà fare gli esami per capire quanto tempo ci vorrà".

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  • "CONCEICAO DEVE MIGLIORARE NELLE SCELTE"

    "Secondo me l'accostamento tra Salah e Conceiçao può essere giusto. Francisco è un ragazzo giovane che ha ancora delle conoscenze da fare, deve convincersi che può giocare anche più dentro al campo. Questo fatto di avere l'uomo alle spalle non gli deve creare l'ansia che ha. Se riceve sull'esterno e ti guarda diventa immancabile, poi è chiaro che crea sette o otto ipotetici pericoli, ma deve migliorare nelle scelte. Anche quando va nell'uno contro uno deve avere la capacità di avere la prospettiva di capire se c'è qualcuno a cui passare la palla. Lui fa una cosa alla volta, ovvero punta l'uomo ma non vede se si è liberato qualcuno per giocarla. Nelle sue qualità di attaccante esterno è però tra i più forti che ho visto, deve migliorare nel tiro in porta, perché in questo Salah è di livello top. Ha però intensità e ferocia che lo rendono difficile da tenere".

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  • "VISSUTA MALISSIMO L'ELIMINAZIONE DELL'ITALIA"

    "L'eliminazione della Nazionale l'ho vissuta malissimo. Quando è finita la partita mi sono immaginato di essere Gattuso, che è un uomo per bene ed ha tutte le qualità possibili per essere un uomo top. Se fosse successo a me, in quel tipo di stadio, con quella temperatura, con quelle difficoltà, io non so come ne sarei uscito. Non so come avrei potuto reagire, sono cose che non ti schiodi di dosso. Io l'ho subita tanto quella cosa lì, così forte che non riuscivo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto per il dispiacere. Lì se Kean fa il 2-0 di cosa saremmo andati a parlare? Di una grande Italia. In un momento in cui ognuno dice ciò che gli pare, bisognerebbe avere un po' più di equilibrio e di considerare che se non sei in quel contesto lì è facile. L'Italia aveva fatto bene fino alla Bosnia, ma poi la situazione era pesante. Oggi in Udinese-Como c'erano solo due italiani e questa è una cosa fondamentale, perché dobbiamo tutelare i nostri talenti. Se non abbiamo l'amore e l'affetto per i nostri giocatori, non riusciamo a farli crescere. Dobbiamo tutelare i nostri ragazzi, perché ne cresceranno sempre in Italia. Se facessimo giocare un Under 19 fisso in Serie A, noi come Juventus saremmo costretti ad averne quattro per farne giocare uno e poi la cosa mi poterebbe ad andare a vedere quelli due anni più piccoli perché mi servirebbero l'anno dopo. La nostra Nazionale è forte e per me Gattuso ha fatto scelte corrette, poi gli episodi hanno determinato, il calcio è uno sport episodico".

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