“Mi trovi nel giardino, in fondo sulla destra”, Javier Zanetti è uno preciso, anche nel fornire indicazioni. “Questo posto è bellissimo, ci sono venuto da solo ma la prossima volta vorrei portarci anche la mia famiglia”. Ci troviamo a due passi dalla costiera cilentana, dove Antonio Masarone, detto “U viecchiu”, ispirò Ernest Hemingway per il celebre romanzo, “Il vecchio e il mare”. Visita turistica da rimandare per via del breve soggiorno, toccata e fuga solo per essere in campo insieme a compagni e avversari della sua epoca per l’ormai classico evento organizzato da Operazione Nostalgia, tenutosi per l’occasione allo stadio Arechi di Salerno.
Cosa ti viene in mente quando a distanza di tanti anni indossi nuovamente gli scarpini ai piedi?
“Mi tornano in mente tanti momenti trascorsi insieme a questi grandi campioni. È bello ritrovarsi con colleghi, amici ed ex compagni che hanno fatto parte della mia storia calcistica. E poi è attesa tantissima gente, ci sarà lo stadio pieno, questa è un’atmosfera che a noi piace e che ci fa tornare indietro con il tempo”.
Cosa accade quando torni indietro con il tempo? È maggiore soddisfazione per tutto quello che hai ottenuto o il rimpianto per i tempi ormai andati?
“Vince la soddisfazione per l’aver fatto una bellissima carriera in un club che è diventato la mia famiglia, per l’aver rappresentato l’Inter in qualsiasi parte del mondo e per aver reso felice, insieme ai miei compagni, milioni di tifosi interisti. Mi vengono in mente tutti questi momenti”.