Italiano-Napoli sulla carta è un binomio che intriga, ma anche una scommessa.
Dopo due anni di Contismo non proprio esaltante sotto il profilo della proposta, seppur siano arrivati uno Scudetto e una Supercoppa, ripartire da un allenatore (dotato di garra da combattente) che predilige il bel gioco potrebbe riaccendere la fiammella dello spettacolo. Però, ed è giusto evidenziarlo, parliamo di un allenatore le cui squadre hanno offerto anche passaggi a vuoto in termini di equilibrio (alias difesa altissima).
Lacune ed altalene già andate in scena a Fuorigrotta (vedi le gestioni Benitez e Ancelotti) e che dunque andrebbero limate nell'ottica di un progetto sì dinamico e 'attivo', ma nel contempo bisognoso di equilibrio e solidità.
Ecco perché affidarsi a Italiano, che tra l'altro si misurerebbe per la prima volta con una big del campionato (seppur Firenze abbia rappresentato una palestra prestigiosa e probante), può definirsi una scommessa giochista.
DeLa ha scelto, il countdown è iniziato: poi, a parlare, come di consueto sarà il campo.