Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Irlanda QatarGetty Images

Irlanda-Qatar fermata due volte: proteste pro-Palestina e palline da tennis in campo

Pubblicità

Irlanda-Qatar, amichevole andata in scena giovedì, è stata interrotta due volte per le proteste dei padroni di casa contro le gare previste contro Israele e valide per la prossima Nations League.

Disputato all'Aviva Stadium di Dublino, il match ha visto i tifosi di casa cantare contro Israele, pro-Palestina e lanciare in campo decine di palline da tennis in segno di protesta. Tra gli slogan, anche 'Stop the game', ovvero 'fermate la partita'. Lo stesso presente anche su alcuni striscioni.

Lo slogan 'Stop the Game' lanciato da Irish Sport For Palestine, associazione che ha ricordato come in seguito all'attacco di Hamas che ha causato 1.200 morti tra la popolazione israeliana, l'invasione del governo di Netanyahu a Gaza ha portato al genocidio del popolo palestinese, con oltre 72.000 morti e il doppio di feriti.

Negli ultimi giorni non si sta parlando d'altro in Irlanda, considerando quanto i fans locali non abbiano alcuna intenzione di vedere la Nazionale israeliana arrivare a Dublino per la sfida del 4 ottobre, successiva a quella esterna prevista a settembre in trasferta.

In una lettera inviata ai 145 delegati dell’Assemblea Generale irlandese viene chiesto di sostenere una mozione che costringerebbe la federazione a convocare un’Assemblea generale straordinaria ed eventualmente a bloccare le due gare, soprattutto quella interna.

La mozione, in particolare, è stata proposta dalla Professional Footballers’ Association Ireland (PFAI), dalla Irish Football Supporters Partnership (IFSP), dal CK United, dal Cork City e dal Bohemian FC.

  • PARLANO COLLINS E COLEMAN

    In vista della gara contro il Qatar, il difensore irlandese Coleman è intervenuto ai microfoni della BBC per dire la sua sulle sfide autunnali contro Israele.

    In particolare il 37enne ha risposto a quanto affermato dal compagno Nathan Collins, il capitano. Quest'ultimo, in particolare, aveva annunciato:

    "Se qualcuno vorrà prendere posizione individualmente, non glielo impediremo. Tutti hanno diritto alle proprie opinioni, e se sono convinti di opporsi non li ostacoleremo".

    "Per noi si tratta di una situazione difficile e dobbiamo fidarci delle persone che abbiamo attorno. Dobbiamo fidarci che la FAI e il governo sappiano ciò che fanno".

    Coleman, dunque, è intervenuto dopo il suo capitano:

    "Le mie opinioni sono molto chiare sul fatto che non sarebbe dovuto spettare a Nathan, ai giocatori più giovani, all'Irlanda, ai tifosi o al mister rispondere a domande su questo argomento. Avrebbe dovuto essere gestito ai piani superiori, sopra di noi. Sono un padre, sono un marito, ho un cuore e so distinguere il bene dal male".

    "Voglio dire, se ponessi a voi la stessa domanda, sono sicuro che avreste tutti la stessa opinione su ciò che sta accadendo. È terribile, è estremamente triste ed è una posizione molto difficile in cui trovarsi per i giocatori".

  • Pubblicità
  • CANADA E KOSOVO

    A giugno l'Irlanda giocherà una seconda amichevole primaverile, per poi scendere in campo il 24 settembre con la prima partita di Nations League contro il Kosovo. A quanto pare le proteste sono già fissate anche per queste sfide, ma la federazione non sembrerebbe intenzionata a bloccare le sfide contro Israele.

    L'Irlanda, infatti, non vuole rischiare grosse penalizzazioni o squalifiche da parte dell'UEFA e per questo ospiterà Israele in patria, prima di giocare la partita d'andata in campo neutro (difficile si possa tornare a Tel Aviv, nonostante la federazione israeliana ci stia ancora sperando)

    "Sento che questo peso non sarebbe dovuto ricadere su ragazzi di 22, 23 o 24 anni che sono qui per giocare per il proprio Paese. Non sarebbe dovuto gravare su di loro" ha aggiunto Coleman a proposito di una situazione che andrà avanti anche a giugno e soprattutto a settembre e ottobre.

    L'Italia ha già affrontato questa questione in virtù delle partite di qualificazione al Mondiale e di Nations League contro Israele, regolarmente disputate a Udine nel 2024 e nel 2025.


  • Pubblicità
    Pubblicità
  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google