Si potrebbe discutere dello status dei giocatori nel calcio moderno: del fatto che non esistono calciatori incedibili, in uno sport che si è prestato, ormai da tempo, al dinamismo persino nei rapporti con le proprie icone.
Ora: che Hakan Calhanoglu sia diventato uno dei simboli dell'interismo, prima ancora che dell'Inter, questo è innegabile. Ma pur da simbolo, appunto, di un popolo calcistico non può evitare il più classico dei dilemmi di calciomercato.
Cosa fare se, come sembra, una squadra si presenta bussando alla porta con decine e decine di milioni? Come fare per non pensarci, interrogarsi, rimettere in discussione pure l'amore viscerale provato per un giocatore?