Il focus va poi spostato inevitabilmente sui singoli, perché il rendimento offerto da chi avrebbe dovuto assicurare impermeabilità alla porta azzurra non è stato all'altezza delle aspettative.
In primis quello di Alessandro Buongiorno, condizionato in partenza da guai fisici risolti ad intermittenza e protagonista in negativo a più riprese nel corso della stagione. L'ex Toro è apparso irriconoscibile e a risentirne è stata l'intera difesa, ritrovatasi priva di uno dei tasselli chiave per la conquista dello Scudetto 2024/2025.
A deludere è stato anche Sam Beukema, giunto dal Bologna per oltre 30 milioni ma ben al di sotto delle previsioni correlate all'investimento compiuto: blackout a 4, poco a suo agio nelle vesti di braccetto nello schieramento a 3 varato da Conte ad annata in corso.
Juan Jesus con carisma ed esperienza ha spesso e volentieri messo una pezza alle carenze arretrate del Napoli, ma a sua volta si è ritrovato coinvolto in letture e movimenti errati che hanno favorito le rivali.
Capitolo Olivera, professione terzino e piazzato sul centrosinistra: Bielsa nell'Uruguay l'ha reinventato stopper e in questo Napoli - per caratteristiche - appare il più idoneo a giocare braccetto, ma se i meccanismi generali non forniscono garanzie a risentirne è inevitabilmente anche il sudamericano, schierato in un ruolo ad ogni modo non suo.