Pubblicità
Pubblicità
Juan Jesus Rrahmani NapoliGetty Images

Il rientro di Rrahmani per sistemare la difesa: tra errori e caratteristiche il Napoli fa acqua

Pubblicità

Il dato è eloquente: il Napoli ha subìto una media di un goal a partita.


Quelli incassati in campionato sono infatti 33 distribuiti esattamente su 33 giornate, che hanno visto gli azzurri troppo spesso restare vittima dei propri errori.


Un boomerang in piena regola, con una difesa in affanno a causa delle stagioni negative dei propri interpreti nonché di caratteristiche che poco si sposano con un pacchetto a 3.


Ecco perché il rientro di Amir Rrahmani, perno della retroguardia partenopea, assume i contorni della medicina utile (Conte lo spera) ad alleviare i difetti di un reparto rimandato.

  • 7 GOAL SUBITI NEI PRIMI 10 MINUTI

    A far rumore, inoltre, è una statistica: il Napoli, così come avvenuto contro Parma e Lazio - con annessi enormi regali concessi agli avversari - si è visto perforare per ben 7 volte nei primi 10 minuti dei match giocati in questa Serie A.


    Un campanello d'allarme evidente che Conte, al termine del match perso sabato al cospetto dell'ex Sarri, ha commentato così: "Me ne assumo la responsabilità. Dobbiamo lavorare per rimediare, altrimenti bisognerà capirne il motivo".

  • Pubblicità
  • DA BEUKEMA A BUONGIORNO: QUANTI ERRORI

    Il focus va poi spostato inevitabilmente sui singoli, perché il rendimento offerto da chi avrebbe dovuto assicurare impermeabilità alla porta azzurra non è stato all'altezza delle aspettative.


    In primis quello di Alessandro Buongiorno, condizionato in partenza da guai fisici risolti ad intermittenza e protagonista in negativo a più riprese nel corso della stagione. L'ex Toro è apparso irriconoscibile e a risentirne è stata l'intera difesa, ritrovatasi priva di uno dei tasselli chiave per la conquista dello Scudetto 2024/2025.


    A deludere è stato anche Sam Beukema, giunto dal Bologna per oltre 30 milioni ma ben al di sotto delle previsioni correlate all'investimento compiuto: blackout a 4, poco a suo agio nelle vesti di braccetto nello schieramento a 3 varato da Conte ad annata in corso.


    Juan Jesus con carisma ed esperienza ha spesso e volentieri messo una pezza alle carenze arretrate del Napoli, ma a sua volta si è ritrovato coinvolto in letture e movimenti errati che hanno favorito le rivali.


    Capitolo Olivera, professione terzino e piazzato sul centrosinistra: Bielsa nell'Uruguay l'ha reinventato stopper e in questo Napoli - per caratteristiche - appare il più idoneo a giocare braccetto, ma se i meccanismi generali non forniscono garanzie a risentirne è inevitabilmente anche il sudamericano, schierato in un ruolo ad ogni modo non suo.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • IL RIENTRO DI RRAHMANI

    Alla luce di un'analisi cruda ed oggettiva, ecco spiegata l'importanza del ritorno a pieno regime di Rrahmani.


    Assente da Napoli-Roma del 15 febbraio, match nel quale per rincorrere Wesley ha commesso fallo da rigore e rimediato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra, il kosovaro - già in panchina contro la Lazio - venerdì con la Cremonese tornerà titolare.


    Da capire chi gli farà posto: se Beukema oppure Buongiorno, apparso una volta di più in difficoltà anche nel weekend appena trascorso, aggiungendo che nell'anticipo coi grigiorossi potrebbero restar fuori entrambi in favore - oltre che dell'ex Verona - anche di Juan Jesus. Questo, naturalmente, lo stabilirà Conte.