Se la difesa balla, anche l'attacco del Milan per il momento non gira.
Nonostante la filosofia di Amorim sia decisamente offensiva con l'obiettivo più volte ripetuto di arrivare a dominare il gioco, attualmente i rossoneri non riescono a rendersi pericolosi come vorrebbe il loro allenatore.
Gli ultimi tre goal, contro Juventus e Lazio, sono arrivati in modo estemporaneo. Quasi casuale. E dopo due primi tempi in cui la produzione offensiva del Milan è stata pari o vicina allo zero.
"Lavoriamo per creare automatismi e gestire meglio la palla. Nel secondo tempo si è visto qualcosa in più, ma ci manca ancora spunto in fase di possesso. Nel primo tempo c'era troppa foga e poca qualità: spesso finiamo per complicarci la vita da soli" ha spiegato il tecnico dopo Milan-Benfica.
Se poi l'attaccante su cui Amorim ha deciso di puntare praticamente tutto è fermo all'unico goal segnato contro il Venezia ormai venti giorni fa ecco che il quadro si fa fosco.
Anche perché alle sue spalle le gerarchie non sembrano ancora chiarissime con un continuo vorticare di uomini che finisce col confondere ulteriormente una squadra chiamata ancora a digerire le idee del nuovo allenatore.