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Il progetto Amorim non decolla: cosa non sta funzionando e cosa manca al Milan secondo l'allenatore rossonero

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"Se devo fallire, è meglio che fallisca alla grande" ha detto Ruben Amorim prima di Milan-Benfica.

Parole le sue che hanno fatto rumore ma che spiegano bene il modo di pensare del tecnico portoghese e la sua determinazione nel portare avanti un certo tipo di calcio.

Peccato che, almeno per il momento, i risultati non gli stiano dando ragione. Dopo due pareggi contro Juventus e Lazio in campionato infatti è arrivata la prima sconfitta stagionale in Europa League.

E a spiegare cosa stia mancando a questo Milan è stato lo stesso Amorim.

  • "FALLIRE ALLA GRANDE"

    Prima della partita Amorim è intervenuto a 'Sky Sport' ammettendo come la rosa messa a sua disposizione non sia ideale per il suo stile di gioco.

    "Allo United e al Milan trovo due grandi club e una grande pressione, dove la gente pensa che posso risolvere tutto in poco tempo. Questa squadra è diversa, è abituata a giocare a tre, i difensori sono veloci. Non ho le caratteristiche perfette perché è impossibile arrivare in nuovo club e avere tutto già pronto, so che ci sarà bisogno di tempo, e so anche che la pressione è così alta che non hai tempo.

    Ma preferisco fare questo tipo di lavoro perché significa molto per me: se devo fallire, è meglio che fallisco alla grande. Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario, ma i calciatori mi ascoltano molto in allenamento e questo mi dà la speranza che si possano trovare delle soluzioni” ha dichiarato il tecnico portoghese.

  • L'APPROCCIO ALLA PARTITA

    Anche contro il Benfica a non convincere è stato l'approccio alla partita da parte del Milan.

    Un problema che Amorim ha confermato ai microfoni di 'Sky Sport': "Zero goal nei primi tempi? Non so se sia un fattore mentale, ma è la seconda gara consecutiva in cui approcciamo male la prima frazione. Non possiamo permetterci di prendere goal del genere".

    E anche stavolta il tecnico ha cercato di correre ai ripari già all'intervallo effettuando subito due cambi: "Se cambio spesso formazione? Devo pur partire da una base, siamo insieme solo da due mesi. Oggi è andata male, ma sono convinto che troveremo le contromisure giuste per ogni situazione".

    Preferibilmente dall'inizio e senza concedere un tempo intero agli avversari. Perché rimontare uno o due goal nel secondo tempo non può diventare la regola.

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  • I PROBLEMI IN DIFESA

    Il Milan ha subito quattro goal nelle ultime due partite tra Lazio e Benfica.

    Amorim ha cercato di spiegare perché i rossoneri stiano concedendo così tanto agli avversari: "Dobbiamo curare i dettagli, ma il problema principale emerge quando perdiamo palla. Difesa in difficoltà? Credo sia tutto collegato: non siamo ancora abbastanza organizzati".

    Specie nella gara di Europa League le reti avversarie sono arrivate con troppa facilità. In entrambe le occasioni la pressione dei rossoneri non è stata feroce come invece chiede Amorim.

    Jashari si è assunto pubblicamente le sue responsabilità per non avere accorciato su Lukebakio, ma anche altri compagni hanno lasciato vere e proprie praterie ai giocatori del Benfica.

    Ancora peggio, se possibile, è andata sul secondo goal portoghese quando Kaminski era solo nell'area del Milan in mezzo a tante maglie rossonere che però sono rimaste tutte incredibilmente immobili. Altro che ferocia...

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  • MANCANO ANCHE I GOAL

    Se la difesa balla, anche l'attacco del Milan per il momento non gira.

    Nonostante la filosofia di Amorim sia decisamente offensiva con l'obiettivo più volte ripetuto di arrivare a dominare il gioco, attualmente i rossoneri non riescono a rendersi pericolosi come vorrebbe il loro allenatore.

    Gli ultimi tre goal, contro Juventus e Lazio, sono arrivati in modo estemporaneo. Quasi casuale. E dopo due primi tempi in cui la produzione offensiva del Milan è stata pari o vicina allo zero.

    "Lavoriamo per creare automatismi e gestire meglio la palla. Nel secondo tempo si è visto qualcosa in più, ma ci manca ancora spunto in fase di possesso. Nel primo tempo c'era troppa foga e poca qualità: spesso finiamo per complicarci la vita da soli" ha spiegato il tecnico dopo Milan-Benfica.

    Se poi l'attaccante su cui Amorim ha deciso di puntare praticamente tutto è fermo all'unico goal segnato contro il Venezia ormai venti giorni fa ecco che il quadro si fa fosco.

    Anche perché alle sue spalle le gerarchie non sembrano ancora chiarissime con un continuo vorticare di uomini che finisce col confondere ulteriormente una squadra chiamata ancora a digerire le idee del nuovo allenatore.

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