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Musah Bennacer BondoGetty Images

Il Milan e un equilibrio da trovare: tra l'inserimento di un centrocampista in più, il ritorno di Bennacer e le opzioni Bondo e Belahyane

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Si può vincere e non essere contenti lo stesso? Certo che si può. Soprattutto se sei il Milan, uno dei club più titolati della storia del calcio, e torni a casa da Bratislava con un 3-2 allo Slovan che, in pratica, ha fatto storcere il naso un po' a tutti.

Nel mirino c'è un gioco tutt'altro che entusiasmante, specialmente dopo l'1-1 trovato dagli slovacchi già nel primo tempo. Ma nel mirino c'è anche la solita, annosa, perenne questione del rendimento difensivo: di basso livello così come lo era quello della scorsa stagione. Come a dire che la transizione da Stefano Pioli a Paulo Fonseca, in questo senso, ha spostato poco.


Il Milan non ha la peggior difesa del campionato, ma è ben lontano dall'avere la migliore: sono 14 i goal subiti in 13 giornate, più di uno a partita. Come l'Inter, vero. E meno di un'Atalanta che qualcosa concede sempre. Ma se si pensa che la Juventus, miglior difesa del torneo, ne ha presi la metà, i conti ancora una volta non tornano. In Champions League, invece, i rossoneri non hanno tenuto la porta inviolata neppure una volta su cinque.

Come uscirne? Magari modificando qualcosina nell'impostazione tattica generale, nel tentativo di trovare finalmente e in maniera costante un equilibrio che anche quest'anno si sta notando soltanto a tratti.

  • AC Milan v Juventus - Serie AGetty Images Sport

    DENTRO UN CENTROCAMPISTA IN PIÙ?

    Come spiegato dalla Gazzetta dello Sport, alle porte c'è un possibile cambio di modulo: dal 4-2-3-1 che ha rappresentato la base di Fonseca a un leggermente più prudente 4-3-3. In pratica, via uno dei tre trequartisti e dentro un centrocampista in più, con l'obiettivo, appunto, di provare a riequilibrare l'assetto della squadra.

    Prendendo come base l'undici titolare sceso in campo martedì a Bratislava, il prescelto - ahilui - per uscirne sarebbe Samuel Chukwueze. Al suo posto entrerebbe uno tra Loftus-Cheek e Musah, due elementi con caratteristiche comunque diverse tra loro: in questo caso Pulisic verrebbe (ri)spostato sulla destra, Leão (o Okafor) mantenuto sulla corsia opposta con Morata (o Abraham) di punta.

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  • RISULTATI ALTERNI

    Il 4-3-3, a dire il vero, non è una novità nel Milan di Fonseca così come non lo era nel Milan di Pioli. Anche se molto dipende dalla posizione effettiva di Loftus-Cheek, centrocampista che ha nelle corde l'inserimento dalle retrovie per provare a far male nei pressi delle aree avversarie.

    I risultati, senza tre elementi dalle spiccate caratteristiche offensive contemporaneamente in campo come Chukwueze, Pulisic e Leão, sono stati fin qui alterni. Il Milan, ad esempio, non aveva a disposizione Reijnders nel big match contro il Napoli di fine ottobre: Fonseca ha schierato la squadra col 4-3-3, con Musah e Loftus-Cheek mezzali, e a San Siro è finita 0-2. Anche se, va detto, oltre alle due reti la squadra di Conte non ha creato moltissimo in quella serata.

    Meglio è andata nello 0-0 contro la Juventus di una settimana fa, anche se i bianconeri si sono presentati a San Siro senza attaccanti e in piena emergenza offensiva. Ma soprattutto contro il Real Madrid al Bernabeu. Gara che ha visto il Milan giocare con Musah largo a destra, un po' (falso) esterno offensivo, un po' doppio terzino a dare una mano a Emerson Royal. Risultato finale: 1-3. Non dice tutto, ma qualcosa sì.

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  • Morata Abraham MilanGOAL

    LA DOPPIA PUNTA

    Paradossalmente, anche il modulo con la doppia punta ha avuto un suo perché nel garantire un maggiore equilibrio alla squadra. Non è un caso che il Milan abbia toccato così, con Alvaro Morata e Tammy Abraham insieme in campo, una delle due vette più alte di questo alternante avvio di stagione (l'altra è stata Madrid, appunto).

    A Morata si imputa il fatto di segnare poco, ed è vero: tre goal totali tra Serie A e Champions League, con l'ultimo in campionato che risale addirittura alla fine di settembre, sono un bottino insufficiente per chi di mestiere fa l'attaccante. Però c'è anche l'altro lato della medaglia, ovvero il costante e ben noto lavoro difensivo dello spagnolo, che ha nel proprio DNA l'aiuto alla squadra in fase di pressing e non possesso.

    Morata e Abraham possono giocare insieme senza rovinare il quadro complessivo? Certo: lo hanno già dimostrato. Anche e soprattutto nel derby, come spiegato, prima che Fonseca accantonasse la soluzione riportando l'ex bianconero a fare il centravanti unico.

  • UN RINFORZO DAL MERCATO

    Attenzione anche a quel che potrà arrivare dal mercato tra poco più di un mese. Perché non solo di un vice Theo Hernandez - altra annosa questione - si sta parlando da qualche settimana: sul tavolo c'è pure il possibile arrivo di un nuovo centrocampista con caratteristiche di corsa e sostanza.

    Il nome nuovo è quello di Warren Bondo, del Monza. Classe 2003, è il mastino di Nesta così come lo era di Palladino. Tanto da aver scalzato due nomi grossi della mediana brianzola come Gagliardini e Pessina, tenendosi stretto il posto a discapito di uno dei due se non di entrambi: sono 12 le sue presenze in questo campionato, 11 delle quali da titolare, tutte o quasi rimanendo in campo dal primo all'ultimo minuto.

    Il genoano Frendrup è un'altra opzione, così come lo è il veronese Belahyane, accostato anche alla Lazio. Ma da qui a gennaio, a conferma di come il Milan si stia effettivamente preparando a fare qualcosa, altri nomi usciranno allo scoperto.

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  • Ismael Bennacer Milan Torino 17082024Getty Images

    E BENNACER STA TORNANDO

    All'appello manca Ismael Bennacer. Che non è un nuovo acquisto ma è come se lo fosse, considerando tutte le traversie che ha dovuto passare dopo il gravissimo infortunio della semifinale d'andata di Champions League contro l'Inter del 2023. Compreso un altro stop, stavolta meno serio ma comprensivo di operazione a un polpaccio, rimediato a settembre.

    "Torna tra una settimana e sarà un acquisto extra, nonché un'opzione chiave per il centrocampo": così Zlatan Ibrahimovic ha confermato il rientro sempre più vicino dell'ex compagno, arrivato alle battute finali del proprio recupero.

    Bennacer non è più tornato ai livelli pre-infortunio nel derby, tanto che più volte l'addio è sembrato essere a un passo. Anche in estate, con l'Arabia Saudita solo sfiorata. L'obiettivo, ora, è tornare a essere parte integrante del progetto tattico di Pioli: la ricerca di un equilibrio che il Milan non riesce a trovare passa anche da lui.

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