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Romelu Lukaku NapoliGetty Images

Il lungo addio di Lukaku al Napoli: da Big Rom a Big Problem, una cessione che fa tutti contenti

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Si conclude con il trasferimento ufficiale al Fenerbahce l'avventura di Romelu Lukaku con la maglia del Napoli.

Un'avventura che ha comunque inciso il suo nome nella storia del club azzurro, con la conquista del quarto Scudetto e della Supercoppa.

Ma da Big Rom, nel giro di un anno, Lukaku è diventato un 'big problem' per il Napoli, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto quello economico.

  • L'UOMO DEL QUARTO SCUDETTO

    "Riesce a portarmi a un livello alto, ci rendiamo migliori a vicenda e ci capiamo al volo. Mi piace pensare che siamo come Phil Jackson e Shaquille O'Neal"

    Lo aveva presentato così, Antonio Conte, nel 2024, quando convinse De Laurentiis a portarlo a Napoli per provare a vincere nuovamente uno Scudetto che sembrava utopia dopo il decimo posto dell'anno precedente.

    Conte, però, sapeva esattamente cosa stava facendo. E sapeva benissimo che con Lukaku quell'utopia poteva trasformarsi in realtà. E così è stato. Big Rom ha concluso il campionato in doppia cifra di goal e assist, segnando reti iconiche e pesantissime come quella al Milan a San Siro e il 2-0 al Cagliari al Maradona che ha fatto partire la festa Scudetto.

    Un Lukaku diverso rispetto ai tempi dell'Inter, sicuramente meno esplosivo, ma più maturo e soprattutto più uomo squadra.

    "Mi avevano dato tutti per morto, per tre anni mi hanno messo la croce addosso. Adesso sono più esperto. Prima, ero più reattivo, più dinamico. Ora, sono più altruista e faccio più assist. Serve avere la mentalità giusta, lo dice anche LeBron James"

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  • Lukaku NapoliGetty Images

    L'INFORTUNIO CHE HA CAMBIATO TUTTO

    Ad agosto 2025, la svolta in negativo della sua storia con il Napoli.

    L'infortunio rimediato in amichevole contro l'Olympiacos ha di fatto segnato la fine della sua avventura in azzurro. Ma Lukaku ancora non lo sapeva, né tantomeno i tifosi che invano hanno aspettato il suo ritorno.

    Un ritorno che è avvenuto soltanto fisicamente, ma non nella sua interezza. Il Lukaku visto nelle appena 7 presenze complessive nella stagione 2025-2026 non era più Big Rom.

    Era un giocatore in difficoltà, appesantito da un infortunio che per la sua massa muscolare è come un macigno. Inoltre è diventato praticamente un caso.

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  • DA BIG ROM A BIG PROBLEM

    Lo scorso marzo ha deciso di rimanere in Belgio dopo la convocazione in Nazionale per farsi curare da un problema all'anca ignorando l'ultimatum del Napoli riguardo al suo rientro in Italia, rischiando persino di finire fuori rosa.

    Già in precedenza aveva deciso di non operarsi scegliendo una terapia conservativa che ha prolungato la sua assenza dai campi fino a gennaio 2026. Nel frattempo il Napoli aveva trovato il suo equilibrio con Hojlund, ridimensionando inevitabilmente lo status di Lukaku.

    Il goal segnato contro il Verona al 96' con le lacrime liberatorie e la dedica al padre è stato di fatto quello dell'addio al Napoli. Del resto anche con il suo mentore Conte il rapporto si era deteriorato.

    Con l'arrivo di Allegri si pensava a una svolta, ma la società aveva piani differenti, come per esempio quello di spalmare l'ingaggio pesantissimo di Lukaku, proposta alla quale il belga non ha neppure pensato, ritenendosi un giocatore centrale nel progetto, non un'alternativa a Hojlund.

    Un pensiero univoco, non certamente condiviso, che ha portato all'inevitabile separazione.


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  • LASCIARSI LA SOLUZIONE MIGLIORE

    La soluzione migliore per il Napoli e per Lukaku stesso, che ha ancora voglia di essere protagonista, seppur ridimensionandosi come ambizioni nel campionato turco.

    Il club azzurro aveva bisogno di alleggerire il bilancio e la cessione di Lukaku è stata una manna dal cielo, considerando che permetterà al Napoli di risparmiare un anno d'ingaggio che corrisponde a circa 7,7 milioni di euro lordi all'anno (6 milioni lo stipendio netto).

    "Per ogni pallone difeso, per ogni goal segnato. Grazie Romelu", il saluto del Napoli.

    Un saluto necessario, una rottura inevitabile, ma anche inevitabilmente giusta.

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