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Berardi SassuoloGetty Images

I retroscena di Berardi, dal rifiuto all'Atalanta alla Juventus sfiorata: "A gennaio posso andar via"

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Domenico Berardi racconta tutto. E lo fa in una lunga intervista uscita nell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, pochi giorni dopo il ritorno in campo - con assist - dopo un lunghissimo infortunio.

Le domande, quando si tratta del mancino del Sassuolo, sono del resto sempre tante. Del tipo: ma perché uno che si è laureato campione d'Europa appena tre anni fa gioca in Serie B? Perché non ha mai lasciato il nido neroverde, anche quando ne aveva concretamente la possibilità?

Domande alle quali Berardi ha deciso di dare una risposta una volta per tutte. Con un avvertimento: gennaio o al massimo giugno potrebbe rappresentare la volta buona per vederlo con un'altra maglia. Magari in Champions League, il suo sogno.

  • PERCHÉ È ANCORA AL SASSUOLO

    "Perché questa è la mia seconda famiglia e non è un modo di dire. Non dimenticherò mai il rapporto con il dottor Squinzi e sua moglie, che mi hanno trattato come un figlio e mi hanno fatto crescere. Era amore reciproco. E anche con Giovanni Carnevali c’è un legame simile".

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  • L'INFORTUNIO

    "Mi è crollato il mondo addosso. Soffrivo per non poter aiutare il Sassuolo e perché all’Europeo tenevo molto. Quando stai fermo a lungo, puoi solo pensare e allora cercavo di ricordare le cose belle. Mia moglie Francesca e i nostri figli mi hanno aiutato davvero tanto, i primi due mesi sono stati durissimi. Vivevo buttato sul divano".

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  • BERARDI SOTTOVALUTATO?

    "Se guardo i numeri, un po’ sì. In fondo io ho giocato e segnato sempre in una squadra che non lottava per lo scudetto o per le coppe. Quella classifica dice che faccio parte di un gruppetto composto da grandi calciatori e io sono un esterno, non un centravanti. Mi sono sempre caricato contro squadre importanti e negli stadi mitici. Quando gioco a San Siro, per citarne uno, vivo il sogno di ogni bambino e do il massimo per dimostrare sempre di poter stare in un posto così magico. E mi godo un’altra soddisfazione: so di essere l’idolo indiscusso dei fantallenatori e va bene così".

  • "NON MI SENTIVO MATURO"

    "Fino a 26-27 anni non mi sentivo maturo. Io voglio giocare sempre e in quegli anni rifiutavo l'idea del turnover e della panchina. Forse era anche mancanza di fiducia nei miei mezzi, non credevo in me al 100%. Non ho rimpianti, nel frattempo ho capito, sono maturato e da due-tre anni sono pronto".

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  • IL NO ALL'ATALANTA E LA JUVENTUS

    "Se c'è stato un momento in cui ho pensato di andare via? Sì, più di uno. Tre anni fa mi voleva l'Atalanta, ma dissi di no perché non ritenevo di essere adatto soprattutto dal punto di vista fisico a quel tipo di gioco. L'anno scorso volevo andare alla Juve, ma i club non si sono accordati. Io ci rimasi male, ho litigato con la società perché era il momento giusto. Ma poi ho voltato pagina e ho ripresa a dare tutto per il Sassuolo".

  • "SE ARRIVA L'OFFERTA GIUSTA..."

    "Se c'è stato un momento in cui ho pensato: maledizione, io la Champions la voglio giocare? Da tre anni a questa parte, sempre. La musica della Champions la voglio sentire dal campo. È un'ambizione profonda che voglio soddisfare.

    Già a gennaio o nella prossima stagione? Se a gennaio, dopo questi mesi col Sassuolo, sarò al 100% e arriverà l'offerta giusta, andrò via. Altrimenti, se non sarò ancora il miglior Berardi e avrò bisogno di giocare per ritrovare la migliore condizione, resterò qui fino a giugno. Valuteremo con la società, come sempre".

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  • CARNEVALI: "CI DEVONO ESSERE LE GIUSTE CONDIZIONI"

    "Domenico è un ragazzo speciale, è un campione anche sotto l'aspetto umano è straordinario. Io sono a Sassuolo da 12 anni e di richieste ne abbiamo avute tante e poi assieme abbiamo sempre cercato di capire la soluzione migliore", le parole di Giovanni Carnevali a Radio Sportiva.

    "Ci lega un rapporto speciale. Oggi la cosa che ci sta più a cuore è il suo recupero, quando è tornato in campo ci sono venuti i brividi, poi come è capitato spesso ci devono essere le giuste condizioni: la volontà del ragazzo, della società, ma non ci sono mai state grandi difficoltà. Lui deve recuperare bene e siamo convinti che ci saranno delle opportunità per entrambi".

    Sulla possibilità di un trasferimento a gennaio, l'amministratore delegato del Sassuolo ha risposto così:

    "Via a gennaio? In questo momento non è un mio pensiero, quello principale è vedere Domenico in campo e che stia bene e vedere il Sassuolo in A nel minor tempo possibile. In B non basta avere solo una squadra forte e dobbiamo fare attenzione. Qualsiasi cosa succeda a gennaio ma anche tra due ore dobbiamo drizzare le antenne e prestare attenzione a tutto".

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