"Ci sono tanti giocatori che soffrono. Lo scorso anno in Germania ho cercato di parlare con la stampa di questo, perché noi in questo momento abbiamo un problema, nel calcio come nella società i problemi mentali sono visti come un tabù, dove nessuno ha volontà di parlare. Ho la sensazione che siano visti come una debolezza, quindi le persone stanno in silenzio, invece è la cosa più brutta che puoi fare a te stesso, perché la gente fuori non capisce cosa sta succedendo e giudica, se facciamo l’esempio di un calciatore professionista che entra in campo e fa schifo, ma magari sta male, nessuno lo può aiutare. Dovrebbe esserci un modo per aprirsi e di conseguenza abbiamo la responsabilità di dire ‘Sono con te, sono sempre con te, voglio che tu in campo spacchi tutto, se adesso stai male a casa o a livello familiare è importante che ti apri. Se non ti apri, neanche stampa e tifosi possono capire, neanche il presidente. Nessuno sa il motivo del tuo andare male’. Sono convinto che il tifoso capirebbe, perché lui vuole che tu renda al massimo.
Anche con tanti soldi non ti puoi comprare la salute. Un calciatore guadagna tanto, ed è così, è vero, e per quello dobbiamo accettare che c’è sempre una giustificazione alle critiche esterne, è il nostro lavoro, ma la gente deve capire che un calciatore con tanti soldi può avere problemi in famiglia, di salute, esterni, mentali, e non può andare in farmacia per comprarsi la medicina e aiutarsi a stare bene, non funziona così. Di conseguenza il tifoso deve capire che anche guadagnando, puoi avere problemi mentali o stare male. Se l’argomento è sempre ‘Hai tanti soldi e sei un privilegiato’, che è vero, assolutamente vero, la realtà allora non va d’accordo con il fatto che comunque puoi avere questi problemi. Forse il tifoso non è pronto per capirlo, ma è la realtà.
Tante volte viene dimenticato: non siamo solo giocatori di calcio, siamo esseri umani. Sembra banale, ma non lo è. Abbiamo problemi, non sempre ci alziamo con il piede giusto. Di conseguenza ci sono giorni in cui non stai bene, ma sei obbligato a essere sempre sorridente. Se incontro un tifoso devo sorridergli, e va bene, è giusto così, perché tengono alla loro squadra e noi abbiamo la responsabilità di farli felici, non mi lamento mai su questo, anzi sono d’accordo, ma non dobbiamo mai dimenticarci che anche noi possiamo avere dei problemi a livello umano. Non posso comprarmi la salute, non esiste quella roba lì. Se guadagno milioni, non posso comprarmi la salute.
In ogni momento devi stare attento. Che tu sia un calciatore o una persona. Sbagliare in questo mondo non è più permesso. Non puoi sbagliare neanche una parola. Ma gli errori fanno parte della nostra vita, della nostra crescita. A livello calcistico, se non sbagli, come puoi pensare di crescere?! Va accettato l’errore del calciatore, la perfezione ricercata è impossibile da trovare. E la pressione aumenta: un giovane in questo mondo fa fatica, giustamente fa fatica. Arriva, non conosce le dinamiche, deve crescere, e per farlo deve poter sbagliare".