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Giuseppe RossiGetty Images

L'aneddoto di Giuseppe Rossi al Manchester United: "Battevo tutti, anche Cristiano Ronaldo, si vergognavano di perdere contro un ragazzino"

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Lo scorso 22 marzo, allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Giuseppe Rossi, o meglio, Pepito, ha giocato la partita d'addio al calcio, organizzata con tanti ex compagni ed amici.

L'ex giocatore di Fiorentina e Villareal si è raccontato in un'intervista rilasciata a calciomercato.com in cui ha ripercorso la sua carriera fin da quando fu acquistato dal Manchester United quando era solo un ragazzino.

Rossi ha anche svelato nei dettagli il mancato trasferimento alla Juventus quando giocava in Spagna, spiegando perché la trattativa saltò e i dubbi che aveva sull'accettare la proposta.

Ma non solo i bianconeri, anche altre big lo hanno provato a prendere: "Avevo già firmato il contratto con il Barcellona".

  • LA CHIAMATA DEL MANCHESTER UNITED

    "Il primo incontro c'è stato dopo un allenamento con la Primavera del Parma. Una persona mi si avvicina, mi dà una spilla di una squadra in mano e mi dice che quella è la società interessata a me. Apro la mano e vedo la spilla dello United. Io ero innamorato di Cole e Yorke, il giocatore preferito di mio padre era Giggs; quando gli ho raccontato che mi cercava il Manchester non ci ha creduto".

    Rossi ha poi aggiunto: "Sacchi, all'epoca ds, ha provato a trattenermi facendo un incontro con me e mio padre. Ma come fai a dire di no allo United?!".

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  • "BATTEVO TUTTI, ANCHE RONALDO"

    "Io lì dentro mi sentivo piccolo, e a 17 anni è giusto così. E' stato bello far parte di quel gruppo potendo prendere spunti da tanti campioni che mi hanno insegnato come comportarmi sia dentro che fuori dal campo", ha detto sull'impatto con il Manchester United.

    L'ex attaccante ha svelato anche un simpatico aneddoto su quel periodo:
    "Spesso nello spogliatoio giocavamo ai due tocchi: vincevo sempre io. Ho battuto tutti, da Ronaldo a Giggs. Anzi, quasi tutti: l'unico col quale non riuscivo a vincere era Paul Scholes. Molti giocatori dopo un po' hanno smesso di giocare, forse si vergognavano di perdere contro un ragazzino".

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  • "AVEVO FIRMATO PER IL BARCELLONA"

    Pepito ha anche raccontato di quando è stato ad un passo dal Barcellona e dal Bayern Monaco. Per quanto riguarda i blaugrana: "Avevo già firmato il contratto, ma i club all'ultimo non hanno trovato l'accordo perché il Villarreal voleva alzare la parte fissa e il Barcellona era disposto ad aumentare solo i bonus. Alla fine presero Sanchez".
    Mentre sul Bayern: "Il mio agente Federico Pastorello era a Monaco davanti a un contratto di cinque anni, quel giorno lo chiamano per dirgli che mi ero fatto di nuovo male al ginocchio. Così il Bayern fece saltare tutto".

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  • "NON MI SENTIVO DI ANDARE ALLA JUVENTUS"

    Tra i grandi club che hanno cercato Rossi senza riuscire ad ingaggiarlo anche la Juventus: "Mi volevano per il dopo Del Piero. L'offerta è arrivata il mese dopo la trattativa con il Barcellona: 30 milioni sul piatto per il Villarreal. Ma nello stesso mese avevano già venduto Cazorla e non volevano mandare via un altro giocatore importante. Così mi sono incontrato con il presidente e con il ds spiegando che la Juve mi offriva il doppio di quanto prendevo, bisognava trovare un modo per avvicinarsi il più possibile alla loro proposta".
    Lo stesso Rossi però racconta di aver avuto qualche dubbio sul passaggio in bianconero: "A dire il vero anch'io non mi sentivo sicuro di andare in una squadra che aveva tanti punti interrogativi e all'epoca finiva spesso a metà classifica. In più non volevo fare la guerra a una società che aveva deciso di vendere Cazorla e tenere me".

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  • "VIDIC UN ANIMALE, SERGIO RAMOS IL MIGLIORE"

    Sul difensore più difficile da superare in allenamento: "Vidic, un animale: avevo paura ad andargli incontro perché ti prendeva a calci. Ti sfondava, così dovevo trovare una strategia per superarlo. Credo sia stato uno dei migliori centrali degli ultimi vent'anni".
    Mentre l'avversario più forte incontrato: "Sergio Ramos, tecnicamente, fisicamente e per posizione è uno dei difensori più completi della storia. Quando incontravo lui era sempre difficile, non aveva punti deboli".