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Federico Chiesa ItalyGetty

La doppia vita di Federico Chiesa: ala con Spalletti, seconda punta con Allegri

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Spalletti lo ha messo al centro della sua Nazionale. Anche Allegri lo ha messo al centro della sua Juventus. Soltanto in modo diverso.

Federico Chiesa è l'oro di questa Italia, è "il nostro fuoriclasse come Sinner", per usare le parole di Spalletti pre-Macedonia, sottolineate ed evidenziate poi dal prato dell'Olimpico.

Ma dopo la partita per qualunque appassionato di calcio il dubbio resta, anzi forse si ingigantisce: qual è il ruolo più naturale di Federico Chiesa? Esterno d'attacco come in Nazionale o seconda punta come gioca nella Juventus?

  • PARLA CHIESA: "È LA BELLEZZA DEL CALCIO OFFENSIVO"

    Qualche indizio forse l'ha dato Chiesa stesso, ai microfoni della Rai nell'intervista a caldo post partita, parlando dei 22 minuti in cui l'Italia è passata dal 3-0 al 3-2 (prima del 5-2 finale):

    "Non è stato un blackout, è la voglia d giocare a pallone e ci sta anche subire goal. Però come vuole il mister siamo propositivi. È per la bellezza di essere propositivi e di voler giocar bene che qualche volte puoi prendere delle ripartenze, puoi lasciare qualcosina, ma oggi abbiamo dimostrato di voler dominare il gioco e il risultato lo meritiamo".

    "Io faccio quello che mi chiede il mister - ha detto poi a Sky - Ci sta il fallimento, ma la mentalità di voler andare in Germania contro gli ucraini a non stare al pareggio ma voler andare là è vincere, è la mentalità giusta, è questo che vuole il mister e che vuole dimostrare la Nazionale italiana".

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  • Chiesa 2-1Getty

    CHIESA CON SPALLETTI

    Con Spalletti, Chiesa ha giocato largo come esterno sinistro d'attacco nel 4-3-3. Nel ruolo che fu di Insigne all'Europeo vinto, quando Chiesa agiva largo a destra, dove fu decisivo. Oggi gioca a sinistra, perché a destra c'è Berardi. Con la nuova Italia aveva saltato due raduni, ma contro la Macedonia (doppietta) è tornato più prepotente e propositivo che mai.

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  • Federico ChiesaGetty Images

    CHIESA CON ALLEGRI

    Nella Juventus la vita di Chiesa è diversa: Allegri lo vede più come una seconda punta, perché secondo il tecnico bianconero Chiesa ha tanti goal nelle gambe e dunque vuole tenerlo il più vicino possibile alla porta avversaria.

    "Federico è un attaccante, poi magari mi sbaglio - aveva detto Allegri a inizio stagione - Da esterno si isola, diventa un giocatore di ripartenza. Giocando vicino a Vlahovic è stato bravo. Quest'anno può fare 14-16 goal"

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  • SEMPRE AL CENTRO DEL VILLAGGIO

    Prendendo le parole di Chiesa di ieri sera, "ci sta anche subire goal" è una frase che difficilmente sentiremo mai dire ad Allegri, re del "cortomuso". E di certo, contro la Macedonia, Spalletti non ha mica giocato di ripartenza. I due allenatori sono agli antipodi: due filosofie diverse di intendere il calcio, di mettere in campo la propria squadra, di arrivare al risultato. Non ce n'è una giusta e una sbagliata, sia chiaro: sono soltanto diverse, come d'altronde lo sono le esigenze dell'Italia e della Juventus.

    Per quanto riguarda Chiesa, in passato a Firenze ha giocato anche come quinto di centrocampo. Tradotto: è uno che non si fa problemi. Gioca dove serve, dove vuole il mister, senza mai parole fuori posto, sempre a disposizione della squadra. Come è anche giusto che sia. E il suo talento gli permette di rendere al meglio in qualunque posizione: se innescato bene, Chiesa sa essere pericoloso da ogni zona del campo. Alla Juventus, infatti, il suo ruolo non è tanto diverso da quello in azzurro: in fase di non possesso i compiti cambiano, ma in fase offensiva ha la libertà di allargarsi e decidere cosa fare. Allegri tende sì a esaltare i suoi difensori, ma davanti lascia al talento briglia sciolta. E cosi, anche se in modo leggermente diverso, Chiesa è sempre al centro, sia della Juventus che della Nazionale.

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