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Pafundi Italia Under 21Getty Images

Dov'è finito Simone Pafundi: nel 2022 Mancini lo faceva esordire nell'Italia a 16 anni

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Ma voi vi ricordate quando Simone Pafundi veniva convocato da Roberto Mancini? Perché sì, è accaduto anche questo: il nuovo/vecchio ct azzurro a suo tempo ha preso in braccio anche lui dalla culla, non solo un altro baby come Nicolò Zaniolo.

Solo che le speranze di Mancini, e in fondo dell'Italia tutta, non si sono tramutate in realtà. Nel senso che Pafundi non è diventato quel che ci si augurava. O meglio, non ancora: del resto il trequartista mancino nato a Monfalcone ha appena 20 anni, mica è avviato sul viale del tramonto.

I tempi in cui Simone indossava la maglia azzurra dei grandi, però, sembrano ormai lontanissimi. E nulla, a giudicare dall'andamento recente della sua carriera, fa pensare che una nuova convocazione possa arrivare in un futuro non troppo lontano.


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  • Simone Pafundi Albania Italy 16112022Getty Images

    QUELLA COMPARSATA IN ALBANIA

    La chiamata di Pafundi nella Nazionale maggiore arriva nel novembre del 2022. Tutte le altre Nazionali più prestigiose si stanno preparando per i Mondiali, che si giocheranno un mese più tardi in Qatar; l'Italia, eliminata mesi prima dalla Macedonia del Nord, no.

    E così, gli azzurri al posto di prepararsi per la competizione più importante giocano due amichevoli malinconiche: la prima in Albania, la seconda in Austria. Dopo il disastro di Palermo, è tempo di pensare a come costruire un futuro. Ed è per questo che Mancini chiama anche Pafundi, che all'epoca ha appena 16 anni e da poco fa parte della prima squadra dell'Udinese: è più che altro un messaggio, un segno tangibile, il desiderio concreto di far crescere i giovani.

    Pafundi scende pure in campo nella prima delle due amichevoli, quella di Tirana contro l'Albania vinta 3-1 dall'Italia in rimonta: Mancini lo fa entrare al 90' assieme a Chiesa e a Pinamonti. Solo panchina invece nella seconda sgambata, persa 2-0 in casa dell'Austria qualche giorno più tardi.

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  • "PRIMA LUI, POI TUTTI GLI ALTRI"

    Mancini convocherà Pafundi anche in seguito, per le gare di marzo 2023. Regalandogli l'opportunità di misurarsi in allenamento con i giocatori della Nazionale maggiore, non quella di esordire in partite da tre punti.

    La stima del commissario tecnico nei confronti del talentino friulano è comunque altissima. Ed è lo stesso Mancini a tradurla in parole proprio nel marzo di tre anni fa, spiegando in maniera chiara e senza fronzoli la propria filosofia.

    "Prima Pafundi, poi tutti gli altri: questa è la mia idea quando scrivo la lista. Ha qualità incredibili, è un ragazzo che ha compiuto adesso 17 anni e la speranza è che possa giocare in Serie A ed essere un calciatore della Nazionale per i prossimi 20 anni. Crediamo molto in lui".

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  • Pafundi UdineseGetty Images

    MA QUALCOSA SI È INCEPPATO

    Il percorso di Pafundi, in realtà, è "normale". Nessuna esplosione alla Yamal, solo un giocatore di talento che deve formarsi e trovare continuità.

    Il problema, a dispetto della crescita nelle selezioni giovanili e del secondo posto al Mondiale Under 20 del 2023, è che questa continuità l'Udinese non riesce a dargliela. Nel 2022/23 Pafundi colleziona appena 8 spezzoni e 77 minuti complessivi (recuperi esclusi) in campionato, l'anno dopo viene prestato al Losanna: in Svizzera finalmente gioca, mette assieme 17 partite, segna il suo primo goal in una prima squadra.

    L'Udinese lo lascia a Losanna un'altra mezza stagione, ma nel gennaio del 2025 decide di riprenderselo. L'allenatore è già Kosta Runjaic, che lo manda in campo 9 volte in Serie A: sempre dalla panchina, però, e mai per più di un quarto d'ora alla volta.

    "Ha 19 anni, gli è stata data fiducia per la prima squadra già da quando ne aveva 15 - dice il tecnico nell'estate del 2025 - È ancora giovanissimo, probabilmente un anno fa non è stata presa la decisione giusta al momento giusto. Ha un grande talento, è stato in prestito al Losanna tornando a gennaio non in perfetta condizione. Ha lavorato molto, ha fatto molto in questa preparazione, ma ha bisogno di lavorare sul suo fisico per essere pronto per la Serie A".

    Insomma: rimandato. E mandato via, anche se solo in prestito. Dove? In Serie B, alla Sampdoria. Va così così, sia a livello di squadra che personale: un buon avvio, una rete contro il Pescara tra settembre e ottobre, poi un infortunio muscolare e le difficoltà del Doria lo limitano. E anche lui riesce a far poco, chiudendo tra panchine, un altro guaio muscolare e qualche spezzone di partita.

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  • ORA IL CATANZARO

    La diagnosi, così, è piuttosto chiara: il ventenne Pafundi ha ancora bisogno di tempo per formarsi fisicamente e mentalmente, diventando quel giocatore che Mancini si augura di poter vedere un giorno.

    Il suo destino, dopo l'anno alla Sampdoria, sarà di nuovo la Serie B: è a un passo un altro trasferimento al piano inferiore, ma stavolta al Catanzaro, formazione che appena qualche mese fa ha sfiorato l'accesso alla Serie A sotto la guida di Alberto Aquilani e che ora è passata nelle mani di Giorgio Gorgone.

    Nel frattempo Pafundi continua a galleggiare nel giro dell'Under 21 di Silvio Baldini, anche se l'ultima presenza risale a ottobre di un anno fa: da lì non è stato più convocato a causa degli infortuni già menzionati capitatigli durante l'anno alla Sampdoria.

    Pafundi, insomma, cambierà squadra per la terza volta in pochi anni. Sempre in prestito, ma stavolta con diritto di riscatto e controriscatto, e sempre sotto la supervisione dell'Udinese. E ora, di nuovo, anche di Mancini. Con la speranza che le sue potenzialità si trasformino finalmente in realtà.

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