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De Rossi si presenta: "Obiettivo quarto posto, innamorato della difesa a quattro"

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Per la 21ª giornata di Serie A, la Roma ospiterà il Verona sabato alle ore 18 allo stadio Olimpico.

La sfida all'Hellas sarà la prima partita di Daniele De Rossi come allenatore della Roma. Una partita già speciale, che il nuovo tecnico giallorosso ha presentato in conferenza stampa, la prima ufficiale da quando, due giorni fa, ha sostituito José Mourinho. Di seguito le sue parole.

DE ROSSI: IL PRIMO INCONTRO CON I GIOCATORI

  • "I RAGAZZI SONO DELLE SPUGNE"

    "Quando cambi allenatore, i giocatori vanno sempre a tremila all'ora, è inevitabile. I primi allenamenti ti danno una risposta fino a un certo punto: dipende da quanto a lungo riusciremo a mantenere questa intensità. Ma è stata una risposta incredibile. I ragazzi sembrano delle spugne e li ringrazio. Assimilano in fretta i primi concetti nuovi che portiamo: non troppi, perché nei primi giorni altrimenti metti solo confusione"

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  • "TOTTI? È STATO FELICE COME ME"

    "Ci siamo sentiti, lui mi ha mandato il messaggio di "in bocca al lupo", mi ha mostrato felicità e stupore, che inizialmente era anche un po' il mio. Ci siamo promessi di vederci, ora lui andrà un po' in Cina. Ma lo faremo al più presto e passeremo più tempo insieme, al di là di chi allena la Roma".

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  • "L'OBIETTIVO È IL QUARTO POSTO"

    "Sarei contento se a fine stagione fossimo tra le prime quattro della classifica. È un obiettivo da puntare: non facile da raggiungere, ma possibile. Quando cambi allenatore i problemi ci sono sempre, io ci sono passato un anno fa. Ci sono die problemi, ma io devo cercare di partire dallo 0-0, come una partita: vedere cosa non funziona in questi giorni e lavorare. Sono fortunato perché, per motivi di tifo, le partite le ho viste tutte, è la squadra che conosco di più al mondo. Magari abbiamo ridotto un po' il periodo di studio".

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  • "LA ROMA NON SI RIFIUTA"

    ""Se era il momento giusto per allenare la Roma? Perché, era il momento giusto di rifiutarla? La Roma non si rifiuta. Come era successo ad Andrea Pirlo alla Juve, ci sono uomini che rifiutano e altri che si buttano dentro. Non è solo un discorso di nostalgia del passato, l'unica ragione per cui avrei detto è se pensassi che la squadra fosse mediocre, scarsa. Ma credo che la squadra sia forte e possa anche aiutare me nella fase di sviluppo della carriera".

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  • "IL MIO CALCIO? NON ESISTE"

    "Dire 'il mio calcio' mi fa venire i brividi. E l'ho sentito dire anche da allenatori che stimo. A parte da Guardiola, De Zerbi, Simeone, Conte che hanno spostato qualcosa nel calcio, io non sono al loro livello, penso che gli allenatori bravi li riconosci da come giocano la squadra. Se la Roma, alla fine di questo percorso, sarà riconoscibile e sarà organizzata sarò contento. Venire ricordato per uno che fa giocare bene la squadra e la fa vincere mi basta e avanza".

  • "FUTURO? MI GIOCO LE MIE CARTE"

    "I Friedkin sono stati chiarissimi sulla durata del contratto e sul tenore della mia permanenza qui. Io ho detto: 'Ok, mi va benissimo, mettete voi la cifra, mettetemi un bonus per la Champions e via'. Un ringraziamento per l'opportunità grande che sto ricevendo. Il contratto è di sei mesi, mi gioco le mie carte, ho chiesto solo di trattarmi da allenatore, non da bandiera, calciatore, leggenda che va a fare il giro di campo con Romulo e loro erano d'accordo. Io me la giocherò fino alla morte per rimanere qui, è sottinteso, con un gioco pulito senza ricorrere a chi sono stato qui. Sarebbe un sogno per me".

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  • "INNAMORATO DELLA DIFESA A QUATTRO"

    "Mi sono innamorato di questo lavoro prima con Spalletti, poi Luis Enrique. Questi tipi di allenatori, che portano tanti giocatori in fase offensiva e che difendono a quattro, mi hanno fatto innamorare. Questa squadra gioca però da anni a tre, è stata costruita per giocare a tre. Abbiamo provato tutte e due le cose, ora vediamo. Si può anche difendere in un modo e attaccare in un altro tramite alcune rotazioni, vediamo. Magari cambieremo durante la partita o a seconda dell'avversario".

  • "SPERO CHE I TIFOSI MI AMINO"

    "IQuando si sceglie come rimpiazzare un allenatore così amato come Mourinho deve prendere in considerazione molti fattori. Se avessero preso altri allenatori sicuramente la reazione sarebbe stata peggiore, a breve termine. Nessuno toglie l'amore che hanno provato verso Mourinho, ma nulla impedisce loro di amare anche me continuando la scia d'amore allo stadio. Chiaramente, non mi hanno scelto per i risultati alla SPAL, ma per tante altre cose. Potrebbe essere una grandissima occasione per me".

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  • "NON HO BISOGNO DI FINGERE"

    "Uno non la sogna certamente così, sostituire l'allenatore più titolato della storia. Mi aspettavo un processo più graduale ma è piena la storia di traghettatori presi per poco tempo e che poi sono rimasti. Ultimo in ordine di tempo, Palladino. Me la immaginavo certamente diversa. Mi sento comunque allenatore, più in campo che nello spogliatoio, non si toglie il rapporto di confidenza con molti giocatori. Chiaro che voglio bene a Pellegrini, Cristante etc ma si può avere rispetto dei ruoli pur essendo amici. Non ho mai finto qui dentro, né con i calciatori né con i tifosi. Quando entriamo in campo, lì mi sono sentito allenatore. Loro mi guardano, mi ascoltano, mi seguono, mi sembra che gradiscano ciò che sentono. ora vediamo se ciò porterà a fare punti".

  • "HO SCRITTO A MOU"

    "Non so se si è stufato o se la Roma l'ha fatto stufare, ma gli ho mandato un messaggio, non di circostanza. Lui era stato uno dei primi a mandarmi un messaggio quando andai alla SPAL, era un gesto dovuto e giusto il mio. Ma non mi posso concentrare su altre cose ora, devo concentrarmi sulla Roma perché in questi giorni ho dovuto fare anche tante altre cose: le divise, il contratto, altre cose non di calcio. Non vedo l'ora di poter pensare solo al campo".

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  • "PISILLI MI HA IMPRESSIONATO"

    "Qualche problema si vedeva anche guardando le partite, ma non penso che la Roma giocasse male. Alcune le giocava male, altre molto bene. Con l’Atalanta, con il Napoli ha giocato grandi partite, non è stata allenata male. Le idee e qualche domanda ce la stiamo facendo, ma non è rispettoso parlarne adesso. Ero consapevole che i giocatori sono forti, quando li vedi in allenamento. Dybala, Lukaku, Pellegrini... si vede che sono forti. Chi mi ha impressionato? Dal vivo, Pisilli. Non lo conoscevo bene, è un giocatore tanto forte. È un bambino ancora, ma mi ha impressionato. Avevo la colpa di non conoscerlo bene".

  • "L'EMOZIONE DELL'ESORDIO NON DEVE FARE SCHERZI"

    "Cosa c'è da non sottovalutare del Verona? Il Verona, innanzitutto. Stimo molto Baroni come uomo e come allenatore. Poi hanno giocatori di fisicità, un gioco definito e riconoscibile, sanno fare bene. L'emozione dell'esordio non ci deve fare scherzi. Ci potrebbe essere un po' di malumore, anche se spero di no".

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