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Neres KvaratskheliaGetty Images

Cosa succede al Napoli con il rientro di Kvaratskhelia: tra un Neres super e il messaggio di Conte dopo Udine

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La prova del nove è stata superata. Il Napoli ha vinto, si è lasciato alle spalle le scosse provocate dalla doppia sconfitta contro la Lazio ed è tornato ad affacciarsi ai piani altissimi della classifica. Senza Khvicha Kvaratskhelia.

Infortunato, il georgiano non ha preso parte alla gara di sabato in casa dell'Udinese. "Lesione di basso grado del legamento collaterale mediale": questa, come spiegato dal Napoli qualche giorno prima, è l'entità dell'infortunio rimediato la domenica precedente contro la Lazio.


Un bel guaio. O forse no. Perché il Napoli ha dimostrato che ci può essere vita anche senza Kvara. E del resto David Neres, in estate, lo ha preso anche per questo motivo: per farsi trovare pronto a di fronte a un'eventualità simile.

  • DUALISMO IN VISTA?

    La prestazione di Neres a Udine, impreziosita da quella strepitosa serpentina centrale che ha portato all'autorete del sorpasso di Giannetti, rischia ora di creare un piccolo grattacapo ad Antonio Conte. Che del resto ha più volte messo in chiaro il proprio pensiero: il brasiliano è più un'alternativa a Kvaratskhelia che a Politano.

    "A un mese di distanza David è un altro giocatore - diceva ad esempio il tecnico azzurro prima della trasferta di ottobre a Empoli - Sai che sei sul mercato e devi andar via, e come Lukaku ti vuoi allenare, ma la testa è da un'altra parte. Oggi David è un giocatore che sicuramente mi mette in difficoltà, non lo nego. Vedendo alcune situazioni, in questo momento il dilemma è con Khvicha per una questione di caratteristiche, di qualità offensive, di predisposizione al sacrificio che noi dobbiamo avere senza palla. L'equilibrio è alla base di tutto. Ma oggi, rispetto a un mese fa, David mi fa sentire più forte. E so che sarebbe pronto per giocare dal primo minuto, questo è fuor di dubbio".

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  • QUESTIONE DI EQUILIBRI

    Il ragionamento di Conte è piuttosto chiaro. E prende in mezzo l'altro esterno titolare del Napoli, ovvero Matteo Politano. Che gioca a destra per poter rientrare sul piede preferito, proprio come Neres, ma che rispetto all'ex giocatore di Ajax, Shakhtar e Benfica ha un modo diverso di interpretare il ruolo.

    Politano svolge un ruolo difensivo che nessun altro esterno del Napoli ha compiutamente nelle corde. Anche a costo di perdere qualcosa dal punto di vista offensivo. Spesso lo si è visto in quest'altra metà campo, la propria, a dare una mano a Di Lorenzo o addirittura a sostituirsi al capitano, per consentire a quest'ultimo di accentrarsi se non di avanzare verso il centrocampo.

    Conte, in pratica, proprio per questo motivo fatica a vedere un Napoli con Kvara da una parte e Neres dall'altra. Se non in determinati momenti di determinate partite. La ricerca di equilibri che dopo Verona sembravano impossibili da trovare, ma che oggi stanno permettendo ai campioni del 2023 di avere il miglior rendimento difensivo del torneo al pari della Fiorentina, è nata anche in questo modo.

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  • IL MESSAGGIO DI CONTE

    Neres, che per caratteristiche amerebbe maggiormente fare il... Politano, ovvero giocare a destra, si sta adattando a giostrare dall'altra parte. E con risultati proficui, come testimoniano i due goal e mezzo (mettiamoci dentro pure Udine) e i cinque assist all'interno di mesi che lo hanno visto quasi sempre partire dalla panchina. Non è una novità, lo aveva fatto pure nell'Ajax quasi finalista di Champions League.

    In questo senso, occhio alle parole di Conte post Udine. Parole di stima per Neres, apprezzatissimo dall'ex allenatore di Juventus e Inter come conferma l'abbraccio al momento del rientro in panchina. Ma anche un monito all'intera squadra, Kvaratskhelia compreso.

    "David meritava una maglia da titolare. E questo deve essere un monito per tutti quanti: è importante avere dei giocatori che quando vengono chiamati rispondono presente. È un ragazzo che per cinque mesi e mezzo si è allenato veramente tanto ed è migliorato dal punto di vista fisico, difensivo, è entrato nei meccanismi di squadra, sia con che senza palla. Lancia sicuramente un bel messaggio a tutti quanti: giocherà chi sta meglio".

  • NERES CON POLITANO?

    A chi gli ha prospettato la costruzione di un tridente da favola con Kvaratskhelia a sinistra, Lukaku in mezzo e Neres a destra, poi, Conte ha risposto ribaltando la questione: e se la coesistenza fosse un'altra?

    "Neres con Kvara? Perché non insieme a Politano? Non ci sono cose scontate nella vita, tantomeno in questo Napoli. Chi sta meglio giocherà. C'è la possibilità di giocare per tutti, ma c'è anche la possibilità di sedersi in panchina per tutti".

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  • LA REALTÀ DEI FATTI

    In attesa di capire quando rientrerà Kvaratskhelia, e in questo senso si sta parlando con insistenza già del Genoa sabato prossimo, la realtà dice che difficilmente il georgiano scivolerà in seconda fila nelle gerarchie di Conte. Per un semplice motivo: è il giocatore potenzialmente più forte della rosa del Napoli. Anche se non ha più raggiunto l'apice dell'anno dello Scudetto.

    Lasciare Kvara in panchina è come lasciarci Lautaro nell'Inter o Vlahovic nella Juventus: può accadere una volta, due, magari per mezza partita. Con la differenza che il Napoli non ha bisogno estremo di fare turnover, non avendo le coppe europee ed essendo già stato eliminato dalla Coppa Italia. Diverso è il discorso relativo al milanista Leão: il georgiano non necessita certo dello stesso trattamento.

    Al contempo, è altrettanto innegabile come Neres stia mettendo sempre più in difficoltà Conte, con quella capacità di portare brio nel finale di tante partite in cui viene inserito. E se risponde presente anche quando la maglia è quella del titolare, la questione su come e quando collocarlo in campo si complica ancor più. Ma è un dilemma dolce per qualunque allenatore.

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