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David Vlahovic Openda Juventus GFX desktopGOAL

Cosa può dare Vlahovic alla Juventus nella volata Champions: servono goal e fame da 9

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Aspettando di capire quale sarà il suo futuro, Dusan Vlahovic è tornato.

La Juventus mercoledì ha riabbracciato il suo numero 9, mancato per tanto (troppo) tempo e la cui assenza - visti i rendimenti di David e Openda - si è fatta sentire.

Chi lo criticava ne ha desiderato il rientro, anche perché i compagni di reparto lo hanno fatto rimpiangere: canadese e belga non si sono rivelati all'altezza, inoltre il mercato di gennaio non ha consegnato a Luciano Spalletti un nuovo bomber.

Ecco perché Dusan - non a caso coccolato a più riprese da Chiellini, con tanto di apertura sul nuovo contratto - si candida ad amuleto Champions per Madama, pronto a rituffarsi a testa bassa in un campionato che dovrà dire se questa Juve è da primi quattro posti o meno.

  • GIUDIZI PRE-INFORTUNIO RIBALTATI

    I bianconeri, da Vlahovic, si aspettano quella fame mostrata fino all'infortunio muscolare, patito il 29 novembre contro il Cagliari.

    Fin lì il primo scorcio di stagione del serbo aveva rivoluzionato sentenze già emesse, correlate sia a prestazioni spesso e volentieri altalenanti nonché al contratto in scadenza a giugno che in molti inquadravano come un assist che indebolisse le motivazioni del serbo.

    Invece no, perché l'ex viola ha fornito professionalità alla causa ritrovando - probabilmente grazie a pressioni allentate da un addio che pareva certo - giocate ed incisività utili a riprendersi Stadium e applausi.

  • IL LUNGO STOP E DAVID-OPENDA FLOP

    Poi, però, a frenare la risalita di Vlahovic ci si è messa la lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo di sinistra, patita calciando un maledetto pallone in corsa contro il Cagliari.

    Oltre 3 mesi prima di rivederlo sorridente agli ordini di Spalletti, assenza sembrata ancor più lunga alla luce dei mancati boom di David e Openda: 7 goal in 38 partite per l'ex Lille, appena 2 in 36 per il belga. Poco, pochissimo se si considerano i 6 in 17 presenze del numero 9 prima dell'infortunio (uno ogni 146').

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  • MERCATO SENZA 9

    Inoltre, come anticipato, la finestra trasferimenti invernale non ha portato in dote un cecchino in grado di aumentare la produzione realizzativa dell'attacco juventino, che deve 'ringraziare' uno score distribuito negli altri ruoli che ha ovviato alle carenze di chi agisce nei pressi dell'area di rigore.

    I vari Mateta, Kolo Muani ed El-Nesyri non sono mai arrivati e così, Spalletti, ha dovuto proseguire affidandosi alla coppia sbiadita David-Openda, poco profilica se si vuol ambire a traguardi di rilievo.

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  • SERVE IL MIGLIOR DUSAN

    Nella volata Champions la Juve ha bisogno del miglior Vlahovic, ossia quello apprezzato finché la coscia non cedesse. Rinnovo o meno conta concentrarsi sul presente, col serbo e Madama a braccetto nella rincorsa all'Europa dei grandi.

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