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Rabiot Milan UdineseGetty Images

Cosa è successo al Milan che ora rischia la Champions? Tutti i motivi del crollo rossonero

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I numeri sono inequivocabili e fotografano al meglio il momento attraversato da un Milan che nel giro di poche settimane è passato dal sogno Scudetto a una qualificazione in Champions tornata in bilico.

Solo tre punti conquistati nelle ultime quattro giornate di campionato, frutto di una vittoria (più che sofferta, contro il Torino in casa) e tre ko contro Lazio, Napoli e Udinese.

Ma cosa è successo al Milan di Allegri, squadra che solo un mese fa batteva l’Inter portandosi a setti punti dal vertice della classifica? Quali sono le ragioni alla base della crisi che sta attraversando?

  • CROLLO EMOTIVO

    Dopo la vittoria nel derby il Milan ha perso contro la Lazio, ha battuto il Torino a fatica e poi è andato ko contro il Napoli dicendo definitivamente addio a ogni speranza tricolore. La sensazione è che contro l’Udinese i rossoneri abbiano avuto anche un contraccolpo psicologico dettato dal ridimensionamento dell’obiettivo finale.

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  • CONFUSIONE TATTICA

    Nel ko di San Siro contro l’Udinese il Milan ha abbandonato il consueto 3-5-2 a favore di un 4-3-3 che però non si è rivelato vincente, anzi. A iniziare dalla linea difensiva (per caratteristiche dei singoli più idonea a giocare a tre), fino ai meccanismi in mezzo al campo e ai movimenti degli attaccanti: la sensazione di un Milan in confusione tattica è emersa a più riprese durante il match perso contro i bianconeri.

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  • CALO FISICO

    Testa e gambe spesso vanno quasi sempre di pari passo e il Milan dell’ultimo periodo appare più appannato rispetto a un mese fa. I rossoneri corrono di meno o comunque lo fanno in modo meno ordinato.

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  • UOMINI CHIAVE IN DIFFICOLTÀ?

    Alcuni degli uomini chiave del Milan stanno attraverso un normale momento di appannamento, il problema è che questo calo di rendimento è coinciso con il momento cruciale della stagione. Modric e Rabiot non stanno incidendo come facevano fino a qualche settimana fa, ma l’emblema del momento rossonero è rappresentato da Alexis Saelemaekers. Il belga è sempre stato l’equilibratore tattico del Milan di Allegri: il suo periodo complicato potrebbe avere avuto ripercussioni importanti sull’intero assetto tattico.

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  • ATTACCO SENZA GOAL

    Il problema principale del Milan 2025/2026 è la carenza di goal da parte del reparto offensivo. Pulisic non ha mai segnato nel 2026, Leao è andato a rete per l’ultima volta contro la Cremonese lo scorso 1° marzo, Fullkrug ha deluso così come Nkunku, mentre Gimenez si è da poco ristabilito dal problema alla caviglia che lo ha tenuto ai box per 4 mesi.

  • ENIGMA TATTICO PER LEAO

    Capitolo a parte merita Leao, additato come uno dei principali responsabili del momento rossonero. Il portoghese – che resta il miglior marcatore della squadra con 9 goal in campionato – ha sicuramente reso sotto le aspettative e contro l’Udinese è stato fischiato al momento del cambio. A sua parziale discolpa ci sono i problemi all’adduttore che lo hanno tormentato per gran parte della stagione, ma intorno al numero 10 del Milan c’è anche un problema di natura tattica.

    Leao non è un centravanti puro, ruolo in cui è quasi sempre stato impiegato in stagione (spesso per mancanza di alternative). Il portoghese rende al meglio come ala sinistra di un tridente: assetto tattico però che il Milan ha dimostrato di non supportare, se non a gara in corso e in situaziono in cui la squadra è chiamata a sbilanciarsi per recuperare. Un enigma tattico che il Milan sta pagando a caro prezzo.

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