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Frendrup Genoa ParmaGetty Images

Cos'è cambiato nel Genoa dopo l'arrivo di Vieira: dal modulo al rendimento difensivo, il Grifone ora sogna la salvezza

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Battendo per 1-0 il Parma a pranzo, il Genoa si è portato a 23 punti in classifica. E ora, comunque vadano le altre partite del turno, ne manterrà cinque di vantaggio sulla zona retrocessione almeno per una settimana. Il che, qualche tempo fa fa, sembrava uno scenario ai limiti della fantascienza.

Portentosa la risalita del Grifone, che a dire il vero aveva già preso la rincorsa con Alberto Gilardino (colpo a Parma, 1-1 interno col Como) e l'ha proseguita in grande stile con Patrick Vieira, il suo successore: sono 13 i punti conquistati dal francese dal momento del proprio arrivo a Genova, ovvero in 8 partite. Fanno 1,6 a partita, media perfettamente da salvezza.

Salvezza che, ora, il Genoa ha capito di poter raggiungere. Anche se a un certo punto del campionato sembravano essere proprio i rossoblù i maggiori indiziati a una discesa in Serie B, per via di tutto quel che stava accadendo dentro e fuori dal campo. La squadra di Vieira ha staccato l'Empoli e superato il Torino, ovvero due delle sorprese della prima parte del campionato. E ora è fermamente intenzionata ad alzare la voce fino alla fine.

Ma che cos'è cambiato da qualche settimana a questa parte? Tanti aspetti, in ogni senso. E i risultati, in fondo, non sono che la conseguenza di tutto questo.

  • UNA DIFESA DI FERRO

    Il dato è eclatante: nelle 8 partite con Vieira in carica, il Genoa ha mantenuto la porta inviolata in 5 occasioni, contro l'Udinese, il Torino, il Milan, il Lecce e, appunto, il Parma. Solo due volte ha preso più di un goal nella stessa sfida: 2-2 contro il Cagliari, 1-2 contro il Napoli.

    Prendendo in considerazione le ultime due partite, i liguri hanno rischiato più contro il Lecce che contro il Parma: al Via del Mare è stato buon protagonista Nicola Leali, sorprendentemente confermato tra i pali da Vieira anche dopo il ritorno dall'infortunio del titolare (o ex?) Gollini e capace di dare risposte adeguate in una situazione d'emergenza.

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  • Frendrup Genoa ParmaGetty Images

    I RITORNI DAGLI INFORTUNI

    I rientri dai rispettivi guai fisici di Bani e De Winter, quest'ultimo in un'inedita posizione di terzino puro, hanno portato maggiore solidità al reparto. Così come quello del recupera-palloni Frendrup, peraltro decisivo - anche se con l'evidente aiuto di una deviazione di Delprato - nell'1-0 al Parma.

    Pure questa è una chiave per comprendere la risalita del Genoa: l'attenuazione dell'incredibile emergenza infortuni che aveva colpito la rosa di Gilardino durante la prima parte del campionato. Anche se ciò non significa che Vieira abbia l'intera rosa a disposizione, proprio come non ce l'ha mai avuta il proprio predecessore.

    Malinovskyi ne avrà ancora per qualche mese, Messias è appena tornato a disposizione dopo diverse settimane ai box: teoricamente sono due titolari. Senza dimenticare i guai, seri o meno seri, rimediati nell'ultimo periodo da Ahanor, Ekhator, Ekuban. Col Parma si è fatto male pure Badelj: problema muscolare.

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  • IL MODULO

    La novità più importante portata da Vieira riguarda il modulo. E il passaggio dalla difesa a tre che era diventata il marchi di fabbrica di Gilardino alla difesa a quattro, la stessa utilizzata dal francese per gran parte della propria carriera da allenatore.

    Vieira è riuscito a modellare la rosa a disposizione sulle proprie idee tattiche. Il che solitamente non è il massimo della vita, ma stavolta ha funzionato. Anche perché ha permesso di sciogliere le briglie alla freccia Zanoli e di puntare forte su Miretti, un altro che nella prima parte della stagione aveva visto pochissimo il campo a causa di problemi fisici.

    Con il suo nuovo 4-3-3, il Genoa subisce poco e sa come rendersi pericoloso in attacco. E poco importa che segni con il contagocce: 4 goal nelle ultime 6 partite.

  • GLI EPISODI FAVOREVOLI

    Chiaro, quando una squadra con l'acqua alla gola ritrova il modo di uscire dall'acqua un po' di fortuna serve sempre. O meglio: di episodi favorevoli. Che in effetti, nel caso del Genoa, non sono mancati. E senza che ci sia nulla di cui vergognarsi.

    Dalla traversa da pochi metri e con la porta aperta davanti a sé di Morata alla sporcatura di Delprato sul destro di Frendrup, ecco due esempi di come la ruota abbia cominciato a girare dalla parte giusta. E in mezzo c'è anche la fulminea espulsione di Touré, che all'inizio di dicembre ha lasciato in inferiorità numerica l'Udinese praticamente per tutta la partita.

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  • IL RIBALTONE SOCIETARIO

    Dulcis in fundo, non è solo il rendimento in campo a essere cambiato: il ribaltone ha coinvolto anche la società, che da metà dicembre è passata dalle mani di 777 Partners a quelle dell'imprenditore romeno Dan Sucu, a cui è andata la maggioranza del club.

    Solo il tempo dirà se Sucu si dimostrerà all'altezza del compito. Ma intanto anche il cambio di proprietà pare aver portato maggiore serenità a tutto l'ambiente. Per una squadra che si deve salvare è un aspetto fondamentale.

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