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Beppe Marotta InterGetty Images

La confessione di Marotta su Barella e gli arbitri: "Quando esce la designazione li studiamo, ora è migliorato"

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Tempo di sosta per le nazionali, momento giusto per respirare aria di tranquillità in casa Inter.

Il presidente Beppe Marotta ha partecipato ad un evento organizzato per la promozione del libro "Inter: il nuovo secolo" scritto da Beppe Servegnini.

Il dirigente nerazzurro ha trattato vari temi, tra cui quello inerente al nuovo stadio, al ruolo di Presidente, dedicando poi parole di elogio verso la maturazione di Nicolò Barella: "In passato peccava sull'atteggiamento verso gli arbitri, ora li studia".

  • UN BARELLA PIÙ MATURO: "OLTRE AGLI AVVERSARI, STUDIA ANCHE GLI ARBITRI"

    "Come abbiamo lavorato sull’atteggiamento di calciatori fumantini come Barella? Quando c’è la designazione studiamo anche l’arbitro e che tipo di rapporto tenere con lui. Barella in passato peccava sull’atteggiamento verso i direttori di gara, oggi è migliorato molto perché non si studia solo l’avversario ma anche l’arbitro”. 

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  • CHE COS'È IL "REFEREE MANAGER"?

    Alcuni mesi fa, il presidente Marotta disse: "In tutte le squadre c'è la figura del Referee Manager, che è la figura che ha il compito di inculare nella mente dei tesserati il significato vero dello sport, dell'educazione e dei valori che il calcio rappresenta. Lo dico con un pizzico di orgoglio, una volta c'era la Coppa Disciplina, oggi non c'è più ma nel corso della passata stagione siamo stati la squadra con meno ammonizioni e questo lo dobbiamo anche al nostro Referee Manager".

    Ma che cos'è il Referee Mananger?

    Il Referee Managere, o "Consulente arbitrale", è un dirigente del club che si occupa del regolamento e del rapporto col mondo arbitrale. Il suo lavoro consiste essenzialmente in una serie di incontri periodici con staff e calciatori. Il CRM forma i calciatori sul regolamento, mostrando loro una casistica di episodi, e illustra aspetti su cui migliorare (per esempio le proteste eccessive). 

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  • LO STADIO TRA GLI ALTRI TEMI TOCCATI: "BUROCRAZIA TROPPO LENTA"

    "Quello relativo allo stadio è un argomento serio e delicato. Le difficoltà nascono da una burocrazia, quella italiana, che ti portano a rallentare ogni tipo di iniziativa e far si che anche gli investitori scappino. La burocrazia dovrebbe vedere lo stadio collocarsi all’interno del ministero delle infrastrutture, è un investimento minimo di un miliardo, che produce effetti positivi a livello nazionale che eliminerebbe tante sterpe inutili. Milan e Inter vogliono costruire insieme lo stadio e le ultime convergenze sono verso il sito di San Siro, ma con queste difficoltà burocratiche non sarà facile”.

  • IL RUOLO DI PRESIDENTE: "È COME TOCCARE IL CIELO CON UN DITO"

    "Essere presidente dell’Inter è come toccare il cielo con un dito veramente. Sognavo tante cose belle da piccolo, ho preferito la carriera da dirigente a quella da calciatore, infatti ho smesso prima, ma non pensavo di poter diventare presidente dell’Inter. Mi porto dentro da sempre la voglia di vincere, mi considero ambizioso perché abbiamo tanto ancora da vincere. Abbiamo qualche sfizio ancora da toglierci: Istanbul insegna”.

    Continua poi: “Lo sport è competizione e cercare di arrivare più in alto del tuo avversario. Ritengo che una società come l’Inter, per storia, blasone e palmares non può dire che vuole vincere il campionato o la Champions, ma deve partecipare sempre per vincere. Sento dire da altri ‘l’importante è arrivare nelle prime quattro’, ma non è così. L’importante è vincere. Poi, se non si vince benissimo, vuol dire che gli avversari sono stati più bravi. L’asticella però deve essere sempre alta. Così come se tratto un giocatore forte, un tentativo devo sempre farlo, poi magari non lo prendo perché non ci sono le condizioni. Dipende da noi: se saremo all’altezza, riusciremo a essere protagonisti. Senza paura”.

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