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US Sassuolo Calcio v Como 1907 - Serie AGetty Images Sport

Come giocherà la Fiorentina di Grosso, modulo e titolari: 4-3-3 e un attacco da ridisegnare

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Nessuna firma e nessuna fumata bianca, per quelle ci sarà da attendere un altro po', ma ora Fabio Grosso è davvero pronto a diventare il nuovo allenatore della Fiorentina.

Il club gigliato ha individuato proprio nell'attuale tecnico del Sassuolo l'uomo giusto attorno al quale far ruotare un progetto tutto nuovo. E adesso ci siamo quasi: l'ex terzino della Nazionale campione del mondo nel 2006 ha ufficialmente lasciato i neroverdi ed è pronto a trasferirsi a Firenze.

Toccherà dunque a Grosso il compito di riportare la squadra viola dove merita, dopo un'annata estremamente complicata iniziata con Stefano Pioli e chiusa con Paolo Vanoli.

Ma come giocherà la sua Fiorentina?

  • NON SI TRATTA DI UNA SCOMMESSA

    Grosso ha alle spalle solo quarantuno partite di Serie A da allenatore, ovvero le tre collezionate con il Brescia nella stagione 2019-2020, più ovviamente le trentotto totalizzate nell'ultima annata alla guida del Sassuolo.

    Un allenatore dunque giovane e non, forse, il prototipo di tecnico che scalda particolarmente una Firenze che si attendeva un profilo capace di riportare fin da subito, con la sua sola presenza, una buona dose di entusiasmo. Ma quella del club gigliato è in realtà una scelta ponderata.

    Grosso, negli ultimi tredici anni, ha maturato tante esperienze in panchina e in contesti molto diversi tra loro. È partito dalle giovanili della Juventus, lanciato proprio da Fabio Paratici, e da lì ha vissuto una parentesi importante a Bari in Serie B, che ha preceduto altre decisamente meno fortunate a Verona, Brescia (tre partite e tre sconfitte in Serie A) e Sion in Svizzera, prima di trovare a Frosinone l'ambiente giusto per esprimersi al meglio.

    L'ex terzino ha interrotto con i "canarini" la striscia di esoneri per poi dare vita a un mini-ciclo di due anni e mezzo culminato con la promozione in Serie A e la vittoria del campionato cadetto.

    Da lì in poi un'altra esperienza non semplice in Francia sulla panchina del Lione (una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte in sette partite di Ligue 1), prima dell'exploit con il Sassuolo con il quale ha vinto il campionato di Serie B al primo tentativo e ottenuto un eccellente undicesimo posto da neopromosso in Serie A.

    Un tecnico dunque giovane ma esperto che si andrebbe a inserire a Firenze sulla scia di Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino.

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  • ACF Fiorentina v US Sassuolo Calcio - Serie AGetty Images Sport

    SI RIPARTE DAL 4-3-3

    Con Grosso in panchina, la Fiorentina ripartirà fondamentalmente da un modulo che bene ha imparato a conoscere soprattutto nella seconda parte della stagione che si è appena conclusa: il 4-3-3.

    Paolo Vanoli, dopo aver ereditato una squadra costruita per giocare con una difesa a tre e una rosa che lasciava pochi margini a modifiche tattiche, complici anche gli innesti di gennaio, ha poi trovato con il nuovo modulo gli equilibri necessari per ottenere quei risultati che poi hanno condotto a una salvezza che a dicembre sembrava essere al limite dell'impossibile.

    Vanoli ha valorizzato al meglio giocatori come Fagioli (che si è esaltato in posizione di regista), Parisi (che rientrerà solo tra diversi mesi a causa di un infortunio) e Ndour, lanciando inoltre fin da subito i due esterni alti arrivati in inverno: Harrison e Solomon.

    Grosso ha stupito tutti con un Sassuolo disegnato proprio con un 4-3-3 ma, per forza di cose, il suo dovrà essere un calcio più propositivo e spettacolare.

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  • MENTALITÀ E GIOCO DAL BASSO

    Se la Fiorentina di Vanoli è stata limitata, sotto il profilo del gioco, anche dalla necessità di dover ottenere punti salvezza in ogni condizione possibile, quella di Grosso dovrà eventualmente offrire qualcosa di diverso.

    Sarà proprio attraverso quel gioco proposto con il Sassuolo che la Fiorentina dovrà tornare a esprimersi ad alti livelli. Da questo punto di vista, la squadra viola essendo fuori dalle coppe europee potrà contare sulla possibilità di avere una settimana intera a disposizione per preparare le partite.

    Quelle di Grosso sono sempre state squadre riconoscibili e con un'identità ben precisa. Si ripartirà dal gioco dal basso, dall'ampiezza degli esterni, da terzini che accompagnano e dagli inserimenti dei centrocampisti.

    Il tutto accompagnato da quella mentalità che nel corso di questa stagione ha consentito al Sassuolo di giocarsela con chiunque cercando costantemente riaggressione e attacco degli spazi.

  • Albert Gudmundsson FiorentinaGetty Images

    UN ATTACCO DA RICOSTRUIRE?

    Ereditando una squadra già abituata a sistemarsi in campo con un 4-3-3, Grosso potrà eventualmente già ritrovarsi a disposizione elementi dai quali ripartire.

    Un discorso che vale soprattutto per la difesa (i dubbi riguarderanno gli esterni, visto che il futuro di Dodò e Gosens è da scrivere), per il centrocampo, ma non per l'attacco.

    In attesa di capire cosa riserverà il mercato a Kean e Piccoli, la certezza è quella che Grosso avrà bisogno di esterni offensivi che aprano spazi e attacchino la profondità.

    Con Harrison destinato a non essere riscattato, Solomon che sembra aver già salutato, Parisi ai box per mesi e Gudmundsson che ha ampiamente dimostrato di non essere adattabile sugli esterni (anche il suo futuro è da scrivere), la Fiorentina potrebbe dover ridisegnare il suo attacco per favorire il gioco di Grosso.

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