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Seydou SarrGetty Images

Chi è Seydou Sarr, l'attore in campo col trofeo della Coppa Italia nella finale Atalanta-Juventus

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La finale di Roma tra Atalanta e Juventus, che deciderà chi tra i nerazzurri e i bianconeri si metterà in bacheca la Coppa Italia, vedrà anche la presenza di un personaggio illustre del mondo del cinema: Seydou Sarr, attore di 'Io capitano'.

Come annunciato dalla Lega Serie A alla vigilia della partita, a Sarr "verrà infatti affidata la Coppa prima della cerimonia di premiazione. Sarà lui ad introdurre il trofeo nello stadio e a riporlo simbolicamente sulla pedana di premiazione".

"La finale di Coppa Italia Frecciarossa 2023/2024 tra Atalanta e Juventus - ha annunciato ancora la Lega Serie A - che si disputerà mercoledì 15 Maggio a Roma, sarà inoltre il set di alcune riprese cinematografiche del docu-film sull’inclusione e contro il razzismo, prodotto da Wonder Project con Rai Cinema e la Lega Serie A , diretto da Simone Aleandri. Il progetto, dal titolo provvisorio “Il sogno non ha colore”, racconta il “viaggio” di Seydou Sarr, un giovane senegalese diviso tra il sogno di diventare calciatore e la realtà di una carriera cinematografica tanto imprevista quanto esplosiva".

  • CHI È SEYDOU SARR

    Seydou Sarr, classe 2004, è un attore senegalese. Nel 2023 ha recitato in 'Io capitano' di Matteo Garrone interpretando il ruolo di Seydou, un adolescente che, assieme a un altro ragazzo ovvero Moussa, affronta l'odissea di un tormentato viaggio dal proprio Paese verso l'Italia.

    Si è trattato dell'esordio cinematografico di Sarr, che per la sua interpretazione ha ricevuto un prestigioso riconoscimento alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia: il Premio Marcello Mastroianni come miglior attore emergente.

    Non solo: Sarr ha anche ha collaborato con Moustapha Fall, coprotagonista che interpreta il ruolo di Moussa, alla composizione della colonna sonora del film, guadagnandosi una candidatura per la miglior canzone originale alla Mostra di Venezia.

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  • SEYDOU SARR E IL CALCIO

    Sarr ha un legame molto stretto con il calcio: nonostante la sua vita abbia preso una direzione diversa, è sempre stato un grandissimo appassionato di pallone, soprattutto europeo.

    "Come tanti miei coetanei studiavo, nel tempo libero giocava a calcio con gli amici - ha raccontato in un'intervista al Corriere della Sera del giugno 2023 - Il mio sogno a occhi aperti? Diventare un grandissimo giocatore".

    Qualche tempo fa ha invece detto in un'altra intervista a Repubblica:

    "Se potevo immaginare tutto questo? Non solo non ci credevo, non lo sognavo neanche: io volevo semplicemente diventare un calciatore. Per me l’Europa era quello: i grandi club, i grandi stadi, andare al Bernabeu o veder giocare Victor Osimhen. Ci stavo provando, perché il primo tifoso da sempre era mio padre. Avevo anche giocato in una selezione nazionale, da giovanissimo. Quando lui è morto, ho dovuto cavarmela diversamente, rimboccarmi le maniche per dare una mano in famiglia, trovare un lavoro come lavapiatti o muratore. Senza mai smettere di giocare".

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  • PERCHÉ SEYDOU SARR PORTA LA COPPA ITALIA

    La Lega Serie A ha dunque affidato a Sarr il compito di portare il trofeo della Coppa Italia sul terreno di gioco dell'Olimpico e di riporlo sulla pedana della premiazione. La scelta ha un valore simbolico di lotta al razzismo, "come rappresentanza della lotta a qualunque forma di pregiudizio nel calcio, nello sport e nella vita".