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Tiziana AllaRai Sport

Chi è la telecronista che commenta le partite dei Mondiali sulla Rai: scelta storica

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Una telecronista per le più importanti partite dei Mondiali trasmesse dalla Rai. Una scelta storica quella dell'emittente, che ha scelto di affidare a una donna, per la prima volta, la conduzione della finalissima e di tutti i math di cartello del torneo 2026.

Nonostante sia una scelta importantissima, la protagonista di questa storia sa che servirà un ulteriore passo in avanti: "Sono orgogliosa della Rai, ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia" .

Lei è Tiziana Alla, volto noto della Rai riuscita a compiere un passo in più nella sua carriera da giornalista sportiva. Non proprio una telecronista alle prime armi, anzi: chi segue il calcio e lo sport sui canali dell'emittente, conosce bene la sua voce.

  • LA CARRIERA DI TIZIANA ALLA

    61 anni, umbra, Tiziana Alla ha alle spalle vent'anni di telecronache, tanto che la prima è arrivata nel 2006 con un Piacenza-Juventus di Serie B.

    Per la Alla sarà il secondo Mondiale dopo quello femminile commentato qualche anno fa. Arrivata alla Rai all'inizio del millennio, ha lavorato anche come cronista per il Messaggero e il Corriere dello Sport.

    "È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro" ha raccontato. "Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe. Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida".

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  • LO STILE DI TELECRONACA

    Come ogni telecronista, anche Tiziana Alla ha un suo particolare stile quanto lavora in Rai:

    "A me non piace riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati" ha svelato la telecronista dei Mondiali 2026. "Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato".

    "La speranza per i Mondiali? Di fare un bel lavoro. E che dopo di me di telecroniste ce ne siano tante".

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  • PRESENTE E FUTURO

    “Se una persona sa fare una cosa è giusto che la faccia a prescindere dal genere, perché la valutazione deve basarsi sul merito" il pensiero della telecronista. "A una giovane giornalista consiglio di provare e riprovare. Io facevo le telecronache davanti alla tv senza audio".

    "Poi ci deve essere qualcuno che ti dà l’opportunità di metterti davanti al microfono, io l’ho avuta e ringrazio chi me l’ha data. Cosa accadrà tra 10 anni? Dipende che direzione culturale prenderà la società e che modelli si imporranno”.

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