Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Douglas Luiz Juventus CagliariGetty Images

Che succede a Douglas Luiz? Rendimento negativo e due rigori concessi in pochi giorni: la Juventus si interroga

Pubblicità

L'entusiasmo estivo pare svanito di colpo. Quello che - giustamente - aveva accompagnato l'arrivo alla Juventus di Douglas Luiz, strappato all'Aston Villa dopo una lunga trattativa per chiudere la quale si erano dovute trovare le contropartite giuste, ovvero Iling-Junior e Barrenechea.

Poco più di tre mesi più tardi, tutto è cambiato. Il centrocampista brasiliano gioca poco, pochissimo rispetto a quanto la Juve ha speso per portarlo a Torino: una cinquantina di milioni. E quando gioca non riesce a fare il sufficiente per scalare le gerarchie di Thiago Motta.

Le ultime due uscite, poi, sembrano essere il simbolo di un avvio di stagione individualmente molto negativo: tra Lipsia e il Cagliari, due partite diversissime dal punto di vista dell'andamento e del risultato finale, sul banco degli imputati è finito proprio lui.

  • I RIGORI REGALATI

    Douglas Luiz ha regalato agli avversari un calcio di rigore sia alla Red Bull Arena che domenica all'ora di pranzo. E in entrambi i casi la Juve si è dovuta piegare dal dischetto, prima con Perin e poi con Di Gregorio tra i pali.

    Se non è da un rigore che si giudica un giocatore, probabilmente non è neppure da questo. Ma sta di fatto che tra mercoledì e domenica Douglas Luiz ha fatto sfoggio di imprudenza: prima respingendo con un braccio una punizione tedesca, quindi intervenendo in maniera evidentemente scomposta su Piccoli a pochi minuti dalla fine.

  • Pubblicità
  • "HA TUTTA LA MIA FIDUCIA"

    Di Douglas Luiz, e della sua presunta sfortuna nel commettere i due falli da rigore, ha parlato anche Thiago Motta nella conferenza stampa post Juventus-Cagliari.

    "Prima cosa: non credo nella sfortuna. Oggi abbiamo iniziato bene, creando situazioni da goal, andando in vantaggio e potendo chiuderla. Dovevamo fare meglio. Non è il caso di puntare il dito su un giocatore o sull'altro: vinciamo insieme, pareggiamo insieme e perdiamo insieme. Non sono il tipo di persona che vinco io e perdono gli altri: abbiamo pareggiato insieme. Questo è il momento in cui tutti noi dobbiamo dare qualcosa in più".

    E poi, ancor più nello specifico:

    "Douglas Luiz ha tutta la mia fiducia, come tutti gli altri giocatori".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • IN CAMPO COL CONTAGOCCE

    Già, ma intanto l'ex Villa in campo si è visto pochissimo. 179 minuti complessivi in campionato più 44 in Champions League, per la precisione. Presenze da titolare fino a questo momento? Una sola, a Empoli: una prestazione da dimenticare in fretta.

    Douglas Luiz, il colpo da novanta del centrocampo che avrebbe dovuto rappresentare un punto fermo della nuova Juve di Thiago Motta, fin qui si è accontentato delle briciole: il tecnico lo ha inserito in campo soprattutto negli ultimi 20-30 minuti delle partite, per dare il cambio a colleghi senza più energie.

    Praticamente tutti hanno giocato più del brasiliano. Anche Weston McKennie, uno che sembrava non poter far parte dei piani di Motta e che improvvisamente si è riconquistato una chance e una maglia, peraltro con buoni risultati.

  • UN RENDIMENTO DI BASSO LIVELLO

    Se è vero che la stagione è appena cominciata, è altrettanto palese come un primo giudizio su Douglas Luiz sia già tranchant: rimandato. Carta canta, ma a cantare qui è soprattutto il campo.

    Empoli ha rappresentato la classica chance non sfruttata. E neppure gli ingressi a gara in corso hanno lasciato il segno. O meglio: l'hanno lasciato, ma in negativo. Vedere per credere, appunto, i due rigori concessi al Lipsia e poi al Cagliari nello spazio di pochissimi giorni.

    Per il resto, Douglas non mai convinto: lento, compassato, molle. La mezz'ora finale in casa del Genoa, con tanto di assist non trasformato da Vlahovic, è stata forse la migliore del lotto. Un 6,5 in un mare di 5,5, massimo 6, se non addirittura 5.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • TRA SELEÇÃO E FUTURO

    Il Brasile, nell'elenco diramato alla fine di settembre e relativo alle prossime partite di qualificazione ai Mondiali del 2026, si è intanto "dimenticato" di Douglas Luiz: il commissario tecnico Dorival Junior non lo ha inserito nel listone di centrocampisti, comprendente tra gli altri l'ex milanista Paquetá, l'ex romanista Gerson e l'ex laziale Andreas Pereira.

    Pesa il rendimento di basso livello con la maglia della Juventus, chiaramente. Pesa un minutaggio che poco ha a che vedere con un potenziale titolare della Seleção, reduce peraltro dalla (deludente) spedizione in Copa America. E pesano pure le incertezze di un futuro che appare costantemente nebuloso.

    Poco da fare: oggi Douglas Luiz è l'ultima ruota del carro di Thiago Motta. Locatelli è l'opzione numero uno, quindi gioca chi sta meglio, con l'altro acquisto estivo Thuram comunque in pole. Quanto al brasiliano, la missione è trovare la chiave di volta per risalire la china e ritrovare se stesso: McKennie insegna.

0