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glasner(C)Getty Images

Casting Milan per la panchina: Cardinale e Ibrahimovic a lavoro, fissato un incontro con Glasner

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È un compito certamente non banale quello che attende coloro che sono rimasti ad operare in casa Milan.

Gli addii simultanei di Allegri, Furlani, Tare e Moncada hanno sì spalancato le porte alla possibilità di compiere una vera e propria rivoluzione, ma la cosa non sarà semplicissima.

Come spiegato da 'La Gazzetta dello Sport', Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic stanno cercando di riorganizzare il tutto in tempi rapidi e tra le soluzioni ipotizzate c'è quella di affidare la direzione dell'area sportiva a Ralf Rangnick.

Un'altra priorità è chiaramente quella di individuare un nuovo allenatore e i primi candidati sono già stati contattati. Tra essi anche Oliver Glasner che, dopo aver riscritto la storia del Crystal Palace, è ora pronto a compiere il passo successivo.

  • glasner(C)Getty Images

    CONTATTI CON GLASNER

    Secondo quanto svelato da 'La Gazzetta dello Sport', dopo il trionfo del Crystal Palace in Conference League, il Milan ha lasciato a Glasner ventiquattro ore di tranquillità per festeggiare il trionfo europeo, prima di avviare un contatto concreto.

    Una chiamata che è servita per fissare un appuntamento che, con ogni probabilità, potrebbe andare in scena all'inizio della prossima settimana.

    Il meeting con Glasner è il primo segnale concreto di una strategia che va oltre il semplice cambio di allenatore. Il tecnico austriaco, che in carriera ha già alzato un'Europa League, una FA Cup e ora una Conference League, è pronto per un palcoscenico più grande. Se il Milan sia all'altezza di quelle ambizioni è ancora da dimostrare, ma il fascino del rossonero resta intatto. San Siro, però, è un teatro che richiede un certo tipo di carattere: sarà proprio questo uno dei temi centrali del prossimo incontro.

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  • RANGNICK, IL FILO CHE LEGA TUTTO

    Negli ultimi giorni, quando si parla delle vicende di casa Milan, c'è un nome che torna sempre: quello di Ralf Rangnick.

    L'allenatore tedesco, oggi commissario tecnico dell'Austria, è il candidato preferito di Cardinale e Ibrahimovic per il ruolo di capo dell'area sportiva. È lui il filo conduttore che porta a Glasner: fu proprio Rangnick a convincere il tecnico austriaco a diventare vice allenatore al Salisburgo nel 2012. E fu sempre lui ad avere Matthias Jaissle (altro papabile per la panchina rossonera) come calciatore all'Hoffenheim, prima che questi iniziasse la carriera da allenatore nelle giovanili del Salisburgo e poi, anni dopo, arrivasse a vincere due Champions asiatiche consecutive.

    Se Rangnick dovesse effettivamente legarsi al Milan, potrebbe portare con sé uno dei suoi pupilli per affidargli la panchina. L'idea esiste, si aspetta solo la sua risposta.

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  • GLI ALTRI CANDIDATI

    Glasner, come detto, non è l'unico nome sul tavolo.

    Matthias Jaissle, attualmente all'Al Ahli, è un'altra opzione concreta, ma nel caso ci sarebbe un ostacolo da superare: l'Al Ahli chiede circa 6 milioni di euro per liberarlo.

    Sul fronte dirigenziale, invece, lo sguardo si sposta verso la Spagna. Il Milan ha avuto più di un colloquio con Manu Fajardo, direttore sportivo del Betis Siviglia, classe 1985, specializzato nella ricerca di giovani talenti.

    Un'altra pista porta a Jorge Rodriguez del Villarreal, 46 anni, con una lunga carriera nelle serie minori dove si è distinto per l'abilità nello scovare potenziali campioni.

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  • Ralf RangnickGetty Images

    UN MILAN A IMMAGINE DI RANGNICK?

    Se il progetto dovesse prendere forma, la nuova struttura rossonera ruoterebbe attorno alla figura di Rangnick al vertice decisionale, con una serie di capi area che risponderebbero direttamente a lui.

    L'allenatore sarebbe una scelta condivisa con Ibrahimovic e Cardinale, ma sostanzialmente affidata alla sua visione.

    Un modello già collaudato con il progetto Red Bull, che ha trasformato Lipsia e Salisburgo in laboratori di calcio intenso, scouting internazionale e valorizzazione dei talenti. Ora quel modello potrebbe sbarcare a Milano. Da giugno, il Milan potrebbe davvero parlare tedesco.

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