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US Sassuolo v Juventus - Serie A 2026/27Getty Images Sport

Carnevali e gli obiettivi della Juventus, la Champions e il "bagno di sangue", le voci su Conte e il rischio di perdere Alajbegovic

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Giovanni Carnevali, dirigente della Juventus, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento parlando dei suoi primi mesi in bianconero dopo gli anni al Sassuolo.

Tanti gli argomenti, da Conte ad Alajbegovic, passando per gli infortuni e gli obiettivi stagionali.

  • "SIAMO STATI SFIGATI"

    Le tante assenze importanti nella Juventus non sono un alibi, ma inevitabilmente pesano.

    "La rosa è ampia. Ma ti dico: siamo stati sfigati, porca miseria. Non ho mai visto così tanti infortunati e per così tanto tempo! Yildiz 4 mesi, Thuram 4 mesi, Locatelli 6 mesi, questi sono giocatori importanti, titolari e che fanno la differenza. Non deve essere però un alibi, abbiamo altri ragazzi e inseriamo anche qualche giovane, abbiamo ragazzi della Next Gen che ormai sono a tempo pieno con noi"

  • ALAJBEGOVIC COME PALESTRA

    "Lo abbiamo pagato il giusto, credo di sì. E di prospettiva: dobbiamo puntare a questi, difficile puntare a un top e spendere determinate cifre. Dobbiamo pensare anche a qualcuno che possa essere rivenduto a 70/80 milioni. Abbiamo rischiato di perderlo, il Chelsea aveva fatto un’offerta superiore. Non siamo competitivi col mercato della Champions, avremmo fatto la stessa fine dell’Inter con Palestra”.

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  • IL RITORNO DI CONTE?

    L'ad ex-Sassuolo ha spiegato il piano strategico messo in atto alla Continassa, un piano che non prevede e non ha mai previsto il ritorno a Torino dell'ex più acclamato da tutti i tifosi: Antonio Conte.

    "Conte è un amico, un allenatore top, di grandissimo livello, ma non è un nostro pensiero e non lo è mai stato. Oggi abbiamo bisogno di continuità. Spalletti ha anche uno staff molto preparato. C'è anche unione, essere vicini serve soprattutto quando le cose vanno male. Poi conta il campo: le parole non contano un tubo. Di allenatori ne ho visti tanti, lui è capace, insegna. Abbiamo bisogno di tecnici come lui. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento. Ha il suo carattere, ci mancherebbe. Ognuno è diverso dagli altri. Lui ha grande voglia di vincere".

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  • SENZA CHAMPIONS "UN BAGNO DI SANGUE"

    “Quello che conta è vincere. Sì, devi vincere. Ma devi anche capire come farlo. Col lavoro, costruendo una base solida, cercando di non fare cambiamenti ogni anni. C’è un percorso, e il percorso ti porta a ottenere un risultato. Quarto posto? È diventato più business che calcio, se arrivi in Champions è una cosa, altrimenti è un bagno di sangue. Noi non ci accontentiamo, l’obiettivo di tutti noi è quello di vincere”.

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