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Juventus FC v Cagliari Calcio - Serie AGetty Images Sport

Campo, risultati e fiducia del gruppo: come Spalletti si è conquistato il rinnovo con la Juventus

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La lunga attesa è finita, il matrimonio tra Luciano Spalletti e la Juventus proseguirà, come tutti dalle parti della Torino bianconera si auspicavano da tempo. Lo speravano i tifosi, che dopo diversi anni sembrano tutti uniti e convinti della guida tecnica.


E lo volevano anche i giocatori, che fin dal primo giorno hanno espresso solo grandi parole nei confronti dell'allenatore toscano.

Il tecnico si è ufficialmente legato alla Juve per altri due anni dopo che aveva firmato per pochi mesi (fino a giugno). Ma come Spalletti in poco tempo ha conquistato la Juventus a 360 gradi, dal club alla tifoseria fino al gruppo squadra?

  • IL CAMPO PRIMA DEI RISULTATI

    Spalletti ha firmato con la Juventus quando ancora i bianconeri sono tutt'altro che certi di qualificarsi alla prossima Champions League. E questo dimostra come dietro il rinnovo del tecnico non ci siano i risultati come primo aspetto da considerare.


    E' il campo ad aver convinto dopo poche settimane il mondo Juve ad abbracciare Spalletti anche per il futuro; campo inteso come lavoro che l'allenatore ha fatto in questi mesi.


    Spalletti ha dato un'identità alla squadra che non si era vista con i suoi predecessori; né con Igor Tudor né con Thiago Motta. Una Juventus consapevole dei suoi punti di forza e che approcciasse alle partite con un coraggio che mancava da anni.


    In generale, la qualità di gioco espressa dai bianconeri, soprattutto da metà dicembre in avanti, è stata tra le più alte dell'intera Serie A ed è questa la ragione più grande che ha spinto la Juventus a rinnovare il contratto di Spalletti. Abbandonare una strada intrapresa e che sta dando i suoi frutti sarebbe stato un errore.

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  • MEDIA PUNTI PIÙ ALTA E "RIMONTA" IN CHAMPIONS

    Come finirà la stagione della Juventus non sarà ovviamente insignificante; entrare nella prossima Champions era e rimane l'obiettivo da non fallire e in caso di mancata qualificazione non mancherebbero sicuramente le critiche.


    Ma anche se i risultati dei bianconeri con Spalletti non sempre sono stati come ci si aspettava, soprattutto per alcuni passi falsi legati a singoli episodi come i due rigori sbagliati in Juve-Lecce e Juve-Sassuolo, comunque la media punti della squadra è più alta rispetto al periodo con Tudor in panchina. La Juventus è passata in Serie A da una media di 1,5 a 1,77 punti a partita.


    Mentre in Champions, se è giusto sottolineare la delusione per l'eliminazione ai playoff con il Galatasaray, Spalletti era riuscito a far risalire la Juventus in classifica nella prima fase vincendo tre partite e pareggiandone due dopo che nelle prime tre giornate (con Tudor) i bianconeri avevano fatto solo due punti.

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  • GIOCATORI "MIGLIORATI" E LA FIDUCIA DEL GRUPPO

    L'ultimo ad esaltarlo è stato Weston McKennie che lo ha definito come il miglior allenatore che abbia mai avuto in carriera ma sono in tanti i giocatori bianconeri che in questi mesi hanno espresso una stima nei confronti di Spalletti che va oltre il "dovuto". D'altronde, alla Continassa è arrivato un allenatore con una carriera di un certo livello, che due anni e mezzo prima aveva vinto uno storico scudetto con il Napoli.


    E poi, sono in diversi i bianconeri che devono "ringraziarlo" personalmente per come sono cresciuti (o si sono rivitalizzati) attraverso il lavoro fatto in questi mesi. McKennie appunto, mai centrale e decisivo come adesso, Locatelli, che ha mostrato un livello di prestazioni mai visto negli anni a Torino. Ma anche Thuram, che era partito in sordina in questa stagione e altri che si sono confermati come Kalulu e Kelly. Oltre all'impatto che Spalletti ha avuto sulla squadra dando un'impronta chiara, il club ha considerato anche il lavoro sui singoli.

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  • TUTTA LA DIRIGENZA UNITA

    Non è un mistero che la scelta di tenere Tudor fosse stata più dovuta alle tempistiche che ad una reale convinzione da parte della dirigenza bianconera e in particolare di Damien Comolli, appena insediatosi a giugno quando c'era da decidere se continuare o no con il croato.


    Ecco, Spalletti invece ha trovato unione dentro al club; da Comolli ovviamente a Giorgio Chiellini, con cui già aveva un rapporto e che è stato una figura chiave nella trattativa per portarlo a Torino. Guardando ancora più in alto, e quindi alla proprietà, la fiducia è stata fin da subito totale come dimostrano le parole di John Elkann in questi mesi.


    Da parte del numero uno della Juventus l'indicazione è stata netta in queste settimane, proseguire con Spalletti, senza se e senza ma. E soprattutto senza aspettare la fine della stagione, perché non sarà un punto in più ed uno in meno, pur sapendo che potrebbero essere decisivi nella corsa Champions, a far cambiare quello che alla Continassa si pensa di Spalletti.


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