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Baroni LecceGetty Images

Baroni e il Lecce, nemici mai: l'allenatore della Lazio torna dove è ripartita la propria carriera

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D'accordo, il campo viene prima di tutto. E il campo dice che la Lazio, di scena questa sera a Lecce contro la formazione di Marco Giampaolo, deve riprendersi dal devastante 0-6 interno contro l'Inter di domenica scorsa.

Ma il pallone, per fortuna, non è soltanto questo: è anche emozioni. E di emozioni Marco Baroni, l'allenatore laziale, sul terreno di gioco del Via del Mare e nella città salentina ne ha provate parecchie.

La sfida nella sfida del terzo anticipo del sabato sarà questa: Baroni torna a Lecce da ex. Senza rancori, senza veleni. Per carità. Anzi, con un sentimento di affetto reciproco derivante da un biennio da ricordare.


  • UNA CARRIERA IN DECLINO

    Baroni è arrivato a Lecce nell'estate del 2021 al posto di Eugenio Corini, andatosene dopo la sconfitta nella semifinale dei playoff di Serie B contro il Venezia. Per lui si trattava di un ritorno: da giocatore aveva indossato la maglia giallorossa per due stagioni, dal 1987 al 1989, prima di spiccare il volo verso il Napoli di Maradona e vincere l'anno successivo il secondo Scudetto della storia partenopea.

    C'era un problema, però: la sua carriera da allenatore sembrava in declino dopo la storica promozione in A col Benevento di qualche anno prima. Anche se alla Reggina, da subentrato, era appena riuscito a portare la squadra a una tranquilla salvezza dopo qualche scossone iniziale.

    Dopo l'esperienza in giallorosso, Baroni era stato chiamato dal Frosinone in A a campionato in corso, ma non era riuscito a salvare i ciociari dalla retrocessione. Anche la successiva esperienza, a Cremona, era stata negativa: esonero dopo pochi mesi. Fino alla Reggina, un primo squarcio di nuova luce in un periodo abbastanza buio. L'inizio della ripartenza, poi completata con un biennio da sogno in Salento.

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  • LA PROMOZIONE E LA SALVEZZA

    Per due anni di fila, il Lecce di Baroni ha chiuso la stagione tra lacrime di gioia. Alla prima stagione i giallorossi sono stati promossi direttamente in Serie A, senza passare per i playoff, chiudendo in vetta alla classifica grazie all'1-0 al Pordenone all'ultima giornata. Determinanti le 20 reti di Massimo Coda, una sentenza nella serie cadetta, ma anche il rendimento difensivo della squadra (appena 31 reti al passivo).

    La seconda stagione, se possibile, è stata ancora più esaltante. Anche e soprattutto perché il Lecce veniva considerato quasi unanimemente una delle formazioni che maggiormente avrebbero rischiato la discesa in B. Una rosa piena di scommesse, a partire da un Baschirotto digiuno di Serie A, suscitava curiosità mista al timore che no, i giallorossi non avrebbero potuto lottare ad armi pari con tante avversarie.

    E invece il Lecce ce l'ha fatta. Non all'ultima giornata, ma già a 90 minuti dalla fine. L'immagine di Baroni in ginocchio a Monza, dopo il rigore della salvezza trasformato da Colombo, è ancora impressa nella memoria degli sportivi leccesi.

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  • SECONDA VOLTA DA EX A LECCE

    Per Baroni si tratterà della seconda volta da ex a Lecce. La terza complessiva. Già nella scorsa stagione il tecnico fiorentino aveva allenato altrove: a Verona con l'Hellas, altra squadra portata alla salvezza nonostante una rosa piena zeppa di incognite.

    Baroni e il Lecce si sono affrontati una prima volta nel novembre del 2023: al Bentegodi è finita 2-2. Al ritorno i gialloblù si sono imposti per 1-0 al Via del Mare grazie a Folorunsho, nella partita passata alla storia per la lite che nel finale ha coinvolto Thomas Henry e soprattutto Roberto D'Aversa. Ironia della sorte, il suo successore sulla panchina dei salentini.

  • "SOLO BEI RICORDI"

    Baroni non ha parlato nella classica conferenza stampa della vigilia: lo farà solo a ridosso della partita alle televisioni. Però l'argomento Lecce da ex lo aveva già affrontato proprio nella scorsa stagione. Due volte, e sempre con gli occhi luccicanti di emozioni.

    "A Lecce ci sono solo bei ricordi - diceva in conferenza prima della gara di ritorno - Ho avuto la fortuna, insieme a società, tifosi e squadra, di scrivere pagine di storia. Prima da calciatore e poi da allenatore. Ho avuto tanto e io ho dato tutto me stesso, tutto quello che avevo".

    Prima della partita di marzo, quella del Via del Mare, Baroni aveva vissuto altre emozioni: il pubblico leccese lo aveva acclamato, gli aveva riservato solo applausi (ricambiati), aveva cantato il suo nome. Normale: i ricordi di un personaggio così, e di un biennio così, non si possono infilare tanto facilmente in un cassetto.

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