Pur non avendo brillato, l'apporto dei tre volti nuovi più significativi arrivati nel corso del mercato estivo a Trigoria hanno a loro modo dato qualche segnale di incoraggiamento a De Rossi e ai tifosi romanisti.
Dalla prestazione di Soulé emergono due considerazioni. La prima: l'argentino è l'unico calciatore in rosa in grado di non far rimpiangere (troppo) un'eventuale partenza di Paulo Dybala.
Se la Joya è superiore al connazionale per tasso tecnico, i dieci anni di differenza in favore di Soulé danno alla Roma la possibilità di mantenere comunque alta la pericolosità nell'ultimo terzo di campo.
La seconda: a sinistra, Matias, proprio non può giocare. Lo aveva detto nella prima intervista da nuovo calciatore romanista, lo ha ribadito nei fatti alla Unipol Domus nei pochi minuti disputati in quella zona di campo.
Passando al centrocampo, Enzo Le Fee ha dato risposte positive nella prima ora di calcio italiano disputata in carriera. Corsa e sacrificio ci sono. Se abbinate alla qualità nei piedi che ha, il francese può candidarsi seriamente a un ruolo da titolare nella mediana di De Rossi.
Infine Dovbyk, forse il meno positivo dei tre nuovi esordienti. L'ucraino ha tre grosse attenuanti: l'aver lavorato poco con il gruppo, le difficoltà fisiologiche nell'impatto con una nuova realtà e, non meno importante, non essere stato servito a sufficienza.