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Morata ReijndersGetty Images

Dalla coppia Theo Hernandez-Leao a Reijnders-Morata: il Milan ha trovato i "nuovi" pilastri

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C'era un tempo in cui il Milan non poteva giocare senza Theo Hernandez e Rafael Leao; troppo centrali e determinanti nel gioco rossonero. Sembra sia iniziata però una nuova "era" per i rossoneri, in cui i volti principali sono (oltre a Pulisic, che già lo era) Tijjani Reijnders e Alvaro Morata. Theo - a differenza di quanto sta succedendo a Leao - rimane un elemento fondamentale per il Milan, che però ha trovato nuovi pilastri oltre a lui.

L'attaccante spagnolo è arrivato in estate ed è diventato in pochissimo tempo leader; Reijnders invece c'era già nella passata stagione ma non aveva certo questo tipo di importanza all'interno del Milan.

Ci sono loro due nel goal a Monza che ha regalato tre punti fondamentali per la posizione di Paulo Fonseca e il campionato rossonero, che vede il Milan già inseguire e non di poco chi è in vetta.

  • COLPI DI TESTA DA 3 PUNTI

    Partiamo dall'attualità, ovvero dalla vittoria del Milan contro il Monza per 0-1 che porta i nomi di Morata e Reijnders, protagonisti nell'azione del goal rossonero.

    Un contropiede gestito bene prima da Chukwueze e poi da Pulisic, che serve in area Morata; l'attaccante conclude di testa trovando però il corpo del difensore, sulla respinta arriva Reijnders con i tempi giusti a ribadire in rete, sempre di testa. "Volevo prima la palla, ma fortunatamente ero nella traiettoria giusta e con la testa ho segnato il mio secondo goal", commenta a fine partita il centrocampista.

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  • NON È LO STESSO REIJNDERS

    Reijnders non è un nuovo acquisto ma in parte forse si perché il giocatore che sta dimostrando di essere in questa stagione è di un livello superiore rispetto a quello della passata stagione.

    Non che non avesse fatto bene nel suo primo anno a Milano, ma da buon elemento della squadra è passato ad essere uno di quelli davvero insostituibili. E la dimostrazione è la partita contro il Napoli, in cui l'olandese era assente per squalifica. Senza di lui la squadra di Fonseca è troppo lenta e prevedibile. Ma il lavoro di Reijnders è doppio: costruisce e si inserisce.

    E una delle grandi differenze con l'anno scorso è proprio il miglioramento nel rendersi pericoloso. Quello contro il Monza è il terzo goal stagionale, ovvero quasi quanti ne ha fatti in tutta la passata stagione (4). Reti che arrivano su conclusioni da fuori area o come l'ultimo grazie ad inserimenti in area di rigore. Giocatore che sta diventando totale.

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  • MORATA DECISIVO SENZA SEGNARE

    Se si leggesse solo il tabellino, potremmo parlare di un inizio di stagione complicato e sottotono per Morata, fermo a due goal dopo 11 partite disputate.

    E invece tutto il Milan è soddisfatto dell'attaccante: Morata è spesso decisivo senza segnare e questo dimostra la caratura del giocatore e l'importanza per questa squadra.

    Fonseca gli chiede un lavoro a tutto tondo: Morata pressa, crea spazi per i compagni, si abbassa per far uscire il Milan e dare qualità alla manovra. Se il Milan in alcune circostanze può permettersi un assetto particolarmente offensivo, lo deve tanto a ciò che fa lo spagnolo.

  • LE PAROLE DI FONSECA

    Proprio a conferma della centralità di Morata a prescindere dal numero di goal o assist, Fonseca ha risposto così dopo Monza-Milan sulla posizione e il ruolo del giocatore: "Non posso spiegare tutto. Dico solamente che Morata è stato grandissimo, lui è stato l'uomo partita, fa un lavoro importantissimo per la squadra. Purtroppo non ha fatto gol, ma ha avuto occasioni per farlo. Fa un grande lavoro per la squadra, vicino e lontano dalla porta. Oggi ho detto a Morata che è stato l'uomo della partita".

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