Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Francia
Come da copione, la Francia ha dominato ampiamente il suo girone di qualificazione con Ucraina, Islanda e Azerbaigian: 16 punti, 5 vittorie su 6 partite, 16 goal fatti e appena 4 subiti, due dei quali in un unica partita contro l'Islanda, nell'unico passo falso (pareggio 2-2 a Reykjavík) delle qualificazioni. Gli islandesi avevano messo in difficoltà i Galletti pure all'andata, concludendo in vantaggio il primo tempo allo Stade de France prima della rimonta francese nella ripresa firmata da Barcola e Mbappé. Per il resto, specialmente in casa, non c'è stata storia: 3-0 all'Azerbaigian (con goal di Rabiot e dell'ex Serie A Thauvin, tornato in nazionale dopo oltre sei anni) e 4-0 all'Ucraina. Solo tre volte, però, Maignan ha tenuto la porta inviolata su sei incontri, a dimostrazione di una solidità difensiva ancora non del tutto trovata. Il miglior marcatore è stato ovviamente Kylian Mbappé, con cinque reti realizzate, tra cui una doppietta all'Ucraina. E pensate che ha giocato soltanto quattro partite, saltandone due per infortunio.
Cosa aspettarsi
Getty ImagesPoche squadre possono eguagliare la Francia sia per qualità che per profondità della rosa.
Campione del Mondo nel 2018 e finalista nel 2022. Quanto basta per dire che, come singoli e collettivo, la Francia vola negli Stati Uniti con lo status di grande favorita per la vittoria finale. Del resto, non puoi che partire in pole quando ti ritrovi nella rosa dei convocati quattro tra i giocatori più in forma e decisivi sul palcoscenico calcistico mondiale. Parliamo di Mbappé, autentica macchina da goal tra Real e nazionale, Olise, alla stagione della definitiva consacrazione con il Bayern, Doué e Dembelé, come sempre protagonisti assoluti nel PSG delle meraviglie di Luis Enrique. A livello offensivo, se pensiamo anche alle altre nazionali, solo la Francia può vantare un tale assortimento. Da valutare la tenuta difensiva, che come detto ha troppo spesso scricchiolato tra qualificazioni mondiali ed amichevoli, ma in linea di massima la squadra di Deschamps ha davvero pochi, pochissimi difetti. Forse il più grande è quello relativo alla tenuta mentale e ad uno spogliatoio non sempre facile da gestire, ma se Deschamps riuscirà a mantenere il gruppo compatto (come fatto negli ultimi anni) allora sarà difficile impedire alla Francia di arrivare dritta alla finalissima di New York.
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Il commissario tecnico
GettyQuesta Coppa del Mondo segnerà il settimo e ultimo torneo di Didier Deschamps alla guida della nazionale francese.
Nonostante sia stato spesso criticato per il gioco e per la mancanza di leadership in patria e non solo, Deschamps ha avuto il merito di prendere una nazionale francese spaccata e a fine ciclo dopo la gestione Blanc e riportarla al top. Non dimentichiamoci che da quando c'è lui, ossia dal 2012, i Bleus hanno vinto un Mondiale nel 2018 in Russia sconfiggendo in finale la Croazia, una Nations League nel 2021 battendo la Spagna nella finalissima di Milano e hanno raggiunto altre due finali, quella di Euro 2016 (persa in casa contro il Portogallo, con il goal decisivo di Eder nei supplementari) e quella di Qatar 2022 (vinta dall'Argentina ai calci di rigore al termine di una partita epica, che i Bleus hanno rimontato e rischiato di vincere con il goal del possibile 4-3 di Kolo Muani negato dalla parata iconica del Dibu Martinez allo scoccare del 119° minuto di gioco). Il contratto di Deschamps è in scadenza a luglio 2026 e non sarà rinnovato, chiudendo così un'esperienza di quasi 15 anni alla guida della nazionale francese. Questa sarà dunque la sua 'The last dance', a prescindere da come finiranno questi Mondiali per i Bleus.
MVP
Getty ImagesMichael Olise arriva ai Mondiali nella forma migliore della sua vita.
Chiaro che tutti gli indizi portano a Kylian Mbappé, il giocatore simbolo, la stella, il capitano e il numero 10 di questa nazionale. Ma per quello che ha fatto vedere quest'anno con la maglia del Bayern e per la crescita esponenziale che sta avendo, in termini di impatto sulle partite, Michael Olise potrebbe essere non solo il vero MVP di questa Francia ma anche dell'intera manifestazione. Doppia-doppia di goal e assist in Bundesliga (per il secondo anno consecutivo) e numeri top anche in Champions League. Una delle sue più grandi manifestazioni di superiorità l'ha messa in scena a Bergamo nel 6-1 contro l'Atalanta, con due goal pazzeschi, un assist e una prestazione complessiva da fenomeno assoluto. Olise oggi è un giocatore devastante, che sta migliorando sempre più in termini di continuità e concretezza. A 24 anni può davvero vivere la stagione 'definitiva' della sua carriera, non solo con il club ma anche con la nazionale.
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One to watch
Getty ImagesMaghnes Akliouche ha il potenziale per cambiare le sorti di una partita partendo dalla panchina.
Attenzione a Maghnes Akliouche. Deschamps lo ha convocato per la prima volta in occasione delle qualificazioni ed il talento del Monaco si è ritagliato il suo spazio, con un goal all'Azerbaigian (il primo in nazionale alla prima da titolare) e un assist contro l'Islanda. Cresciuto nel Monaco, una garanzia quando si tratta di lanciare potenziali nuovi 'enfant prodige' nel grande calcio, è esploso definitivamente nella scorsa stagione tra Ligue 1 e Champions League, collezionando 7 goal e 12 assist. Classe 2002, esterno destro offensivo ideale per il 4-2-3-1, utilizzabile però anche come trequartista. Non è il classico brevilineo tutta tecnica, ma con i suoi 183 centimetri è il perfetto mix tra qualità e fisicità che nel calcio di oggi è un fattore fondamentale per giocare ad altissimi livelli. Non sarà titolare, ma può rappresentare un jolly importante da giocarsi a gara in corso per Deschamps, capace di spaccare le partite.