Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Iraq
Il viaggio dell’Iraq per conquistare il pass Mondiale è stato il più lungo di tutti, sia da un punto di vista logistico che “sportivo”. Ventuno partite in totale suddivise tra vari gironi nelle qualificazioni Asiatiche e poi gli spareggi; nessuno ne ha giocate così tante. Un percorso iniziato nel 2023 e poi concluso negli ultimi mesi grazie alle vittorie nelle sfide da dentro o fuori. A novembre il primo spareggio vinto contro gli Emirati Arabi Uniti, poi in primavera l’ultimo ostacolo superato, ovvero il playoff intercontinentale giocato contro la Bolivia, disputato in Messico. Il cammino appunto è stato lungo e tortuoso anche proprio dal punto di vista pratico. Il conflitto in corso in Iran infatti, ha rischiato anche di far saltare lo spareggio e ha reso complesso all’Iraq l’arrivo in Sudamerica. Un viaggio durato oltre un giorno tra percorso via terra e poi il volo verso il Messico. Fatica che però è stata ripagata; sarà il secondo Mondiale nella sua storia per l’Iraq dopo quello del 1986, esattamente 40 anni di attesa.
Cosa aspettarsi
Getty ImagesL'Iraq si trova di fronte a un'impresa ardua per raggiungere la fase a eliminazione diretta.
Tante fasi e ostacoli da superare per qualificarsi al Mondiale la cui sola partecipazione già rappresenta un traguardo importantissimo. L’Iraq infatti, che ha fatto la voce grossa in questi decenni in Asia, ha poi tradito quando si trattava di giocarsi l’accesso alla competizione più importante. E adesso che ce l’ha fatta? Purtroppo per la Nazionale asiatica, il sorteggio è stato uno dei peggiori possibili. Nel gruppo I infatti ci sono Francia, Norvegia e Senegal. Un gruppo davvero complesso per tutti con l’Iraq che parte sicuramente come ultima nei pronostici. Il passaggio alla fase ad eliminazione diretta sarebbe definibile come una vera impresa. Ma anche solo un terzo posto (senza qualificazione agli ottavi) sarebbe già sorprendente visto che sulla carta, oltre alla super potenza della Francia, anche Norvegia e Senegal sono superiori. Essere riusciti però a sconfiggere la bolivia nello spareggio decisivo darà fiducia alla squadra allenata da Graham Arnold che vuole perlomeno dimostrare di essere competitiva.
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Il commissario tecnico
Getty ImagesGraham Arnold ha fatto miracoli durante il suo primo anno alla guida
Dopo anni di alti e bassi, la federazione ha scelto un profilo internazionale, abituato a gestire competizioni come il Mondiale e soprattutto con una buona conoscenza del calcio asiatico. L’Iraq ha deciso di affidarsi all’esperienza di Graham Arnold. Il tecnico australiano ha già guidato la propria Nazionale per molti anni, dal 2018 al 2024. E in quei sei anni il punto più alto è stato toccato proprio al Mondiale in Qatar quando l’Australia riuscì, un po’ a sorpresa, a superare il girone battendo Danimarca e Tunisia per poi fermarsi agli ottavi contro i futuri Campioni del Mondo, l’Argentina, perdendo 2-1. Ovviamente il tecnico (e tutta l’Iraq) firmerebbe per poter replicare lo stesso cammino anche nel prossimo Mondiale anche se l’impresa sembra più ardua.
MVP
Getty ImagesAymen Hussein's goal against Bolivia secured Iraq's spot at the finals
Il goal decisivo contro la Bolivia, che ha portato l’Iraq al Mondiale e quindi uno dei più importanti nella storia della Nazionale irachena, è stato segnato da Aymen Hussein e non poteva che essere lui. La rete più pesante delle 32 totali segnate con la maglia del proprio paese. Davanti a lui nella classifica marcatori all time dell’Iraq c’è solamente Younis Mahmoud a quota 44. Chissà se riuscirà ad avvicinarsi all’ex attaccante al Mondiale ma comunque, le possibilità che a fine carriera diventi il miglior marcatore di sempre della sua Nazionale sono reali. Da poco ha compiuto 30 anni e potrà per la prima volta confrontarsi con i palcoscenici più prestigiosi visto che ha trascorso la sua carriera tra il campionato iracheno e quello degli Emirati Arabi Uniti. Tante squadre diverse, ora gioca con l’Al-Karma; due volte capocannoniere del campionato, sarà il terminale offensivo dell’Iraq.
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One to watch
Getty ImagesAli Jasim si è messo in luce la scorsa stagione durante il suo periodo in prestito in Arabia Saudita.
Pochi se lo ricorderanno in Italia visto che per il momento non ha praticamente mai avuto occasioni ma nell’Iraq c’è un giocatore che è sotto contratto con una squadra di Serie A ed ora in prestito all’Al-Najma. Si tratta di Ali Jasim, classe 2004 di proprietà del Como, ingaggiato a zero nel 2024. Jasim è un esterno offensivo, che in Serie A ha già esordito, nella stagione 2024/2025, pur per pochi minuti. Fabregas lo mandò in campo in due occasioni, per pochi minuti. Poi altre 9 convocazioni in prima squadra senza però subentrare. In estate il Como lo ha ceduto in prestito al club saudita dove ha trovato spazio nella prima parte di stagione. Quattro goal in 21 presenze nel massimo campionato saudita. Il Como ovviamente guarderà con interesse il suo Mondiale per capire anche poi se dargli una chance tenendolo in rosa o magari farlo crescere ancora con un nuovo prestito.
