Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Turchia
Di ‘corto muso’. La Turchia di Vincenzo Montella ha conquistato la qualificazione ai Mondiali grazie ad un doppio 1-0 nei playoff, prima contro la Romania e poi contro il Kosovo, firmati rispettivamente dalle reti di Kadioglu e Akturkoglu. Difesa di ferro e attacco letale al momento giusto. La doppia vittoria di misura per gli uomini di Montella, che hanno chiuso il Gruppo E di qualificazioni alle spalle della Spagna e davanti a Bulgaria e Georgia con un bottino di 4 vittorie, 1 pari e una sconfitta, questi ultimi risultati due entrambe arrivate contro le Furie Rosse, ha consentito alla nazionale turca di tornare a disputare la fase finale della Coppa del Mondo dopo 24 anni, ovvero dalla finale per il terzo posto persa contro la Corea del Sud ai Mondiali 2002. Un traguardo che ha riacceso l’entusiasmo dell’intero Paese, pronto a sostenere la squadra di Montella.
Cosa aspettarsi
Getty ImagesLa Turchia ha il talento per arrivare prima in un Gruppo D competitivo.
In un girone come quello D, la Turchia non può che avere i favori del pronostico ai nastri di partenza. Gli Stati Uniti, i padroni di casa, rappresentano la grande incognita e una squadra da decifrare dal punto di vista delle ambizioni, mentre Australia e Paraguay partono senza dubbio dietro rispetto agli uomini di Vincenzo Montella. Se da una parte la lunga assenza alla fase finale della Coppa del Mondo rappresenta una grande incognita per un Paese che riversa grandi aspettative sul percorso della nazionale in America, dall’altra Calhanoglu e compagni sanno di non poter sbagliare e dover rispettare le aspettative in una competizione importante e difficile quando attesa. L’obiettivo minimo è l’accesso alla fase a eliminazione diretta - meglio se da primi in classifica del gruppo - un traguardo alla portata e che l’intero Paese si aspetta. In caso contrario sarebbe difficile non parlare di delusione e bilancio negativo…
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Il commissario tecnico
Getty ImagesVincenzo Montella è diventato un eroe nazionale in Turchia durante il suo mandato triennale.
Un vero e proprio eroe. A Istanbul e dintorni, il nome di Vincenzo Montella non può che essere associato ad un’impresa storica: il ritorno della Turchia ai Mondiali 24 anni dopo l’ultima volta. Il CT italiano è riuscito a far disputare l’Europeo alla nazionale turca e ora l’ha riportata alla fase finale della Coppa del Mondo. “È un Paese che mi ha dato più di quanto abbia veramente fatto”, ha dichiarato dopo la qualificazione. Ma i numeri alla guida della Turchia - da settembre 2023 - parlano di una media di 1,90 punti in 31 partite. Una scommessa vinta dalla federazione e dallo stesso Montella, che dopo la fine della seconda avventura alla Fiorentina aveva deciso di ripartire dall’Adana: due anni culminati con il quarto posto e la conseguente chiamata della Federcalcio. Poi l’Europeo e ora il Mondiale: l’Aeroplanino è già nella storia del calcio turco, ma non vuole fermarsi qui per scrivere nuove pagine indimenticabili.
MVP
Getty ImagesHakan Calhanoglu si presenta ai Mondiali dopo una stagione superba con l'Inter.
Fosforo e geometrie. Proprio come è accaduto nell’Inter dello Scudetto numero 21 della storia, le chiavi del centrocampo della Turchia sono affidate ad Hakan Calhanoglu. “È uno di quei registi in via di estinzione, un campione che fa sentire la mancanza quando non c’è - ha dichiarato Montella -. Puoi passargli il pallone nei momenti difficili sapendo di consegnarlo in banca”. Parole che testimoniano la stima del CT nei confronti del classe 1994, che si appresta a disputare il suo primo Mondiale e a farlo da faro della sua nazionale. Nel 4-2-3-1, Calhanoglu ricopre il ruolo di uno dei due mediani, interpretando perfettamente il ruolo nelle due fasi, sia in costruzione che in interdizione. Dai suoi piedi, proprio come accade con la maglia dei nerazzurri meneghini, passano tutti - o quasi - i palloni e molti di questi vengono tramutati in assist o in goal, che sia da calcio piazzato o su azione. Una garanzia di rendimento a cui Montella, proprio come Chivu, non vuole assolutamente rinunciare.
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One to watch
Getty ImagesDeniz Gul è in ottima forma sia con il club che con la nazionale.
Fresco vincitore del campionato portoghese con il Porto di Farioli, Deniz Gul può essere la grande sorpresa della Turchia ai Mondiali. Attaccante centrale dotato di una buona struttura e fiuto del goal, il classe 2004 ha fatto tutta la trafila nelle giovanili della Svezia, Paese in cui è nato e cresciuto, prima di scegliere la nazionale maggiore della Turchia. Gul sarà un’alternativa preziosa per Montella nella competizione iridata: già con la maglia del Porto ha dimostrato di saper giocare di sponda e attaccare la profondità, ma soprattutto di colpire al momento giusto. E non è un caso se nell’unica da titolare disputata finora è arrivato il goal, nel pari contro la Spagna. Un centravanti con caratteristiche diverse rispetto agli altri presenti in rosa, che potrà essere un jolly per Montella sia dal primo minuto che all’occorrenza a gara in corso.
