Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Repubblica Ceca
Il cammino verso il primo Mondiale dopo 20 anni, il secondo in assoluto dalla dissoluzione della Cecoslovacchia, è stato tutt’altro che semplice per la Repubblica Ceca. Schick e compagni si sono piazzati al secondo posto del Gruppo L di qualificazioni, alle spalle della Croazia e davanti a Far Oer, Montenegro e Gibilterra, con 16 punti in 8 gare. Poi le due vittorie al cardiopalma nei playoff, entrambe conquistate ai calci di rigore, contro Irlanda e Danimarca. Clamorosa rimonta nel match contro i britannici: 0-2 dopo 23’, la Cechia ha pareggiato i conti grazie al rigore di Schick e al goal di Krejci all’86’, prima della vittoria nella lotteria dagli undici metri. Stesso epilogo anche contro gli scandinavi, ma questa volta è proprio al Danimarca a riprendere due volte la Repubblica Ceca: decisivi gli errori di Hojlund, Dreyer e Jensen, con la trasformazione di Sadilek che riporta la Cechia ai Mondiali dopo due decenni.
Cosa aspettarsi
Getty ImagesNonostante i 20 anni di assenza dalla Coppa del Mondo, la Repubblica Ceca vanta una notevole esperienza nei tornei.
Inserita nel Gruppo A con Messico, Sudafrica e Corea del Sud, la Repubblica Ceca si presenta in America con l’obiettivo minimo di conquistare il pass per la fase a eliminazione diretta. Un traguardo alla portata considerando il livello mostrato negli ultimi anni - soprattutto nella fase finale degli Europei - e le avversarie, tutte temibili ma nel contempo alla portata. Sfatato il tabù Coppa del Mondo, per la Repubblica Ceca si tratta della prima partecipazione dopo la generazione d’oro dei primi anni 2000. Una responsabilità che pesa sulle spalle di Schick e compagni, che dovranno provare a stupire e superare la fase a gironi dopo vent’anni lontano dalla scena mondiale. L’incantesimo è rotto, il tabù sfatato: ora servirà dimostrare sul campo il valore di una nazionale che probabilmente non è mai riuscita a esprimere in pieno tutto il proprio potenziale, se non in occasione di Euro 2020, con l’eliminazione ai quarti di finale.
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Il commissario tecnico
Getty ImagesAll'età di 74 anni, Miroslav Koubek si appresta a diventare il secondo allenatore più anziano nella storia dei Mondiali.
Dopo il terremoto dell’ottobre 2025, con l’esonero di Ivan Hasek dopo la sconfitta per 2-1 contro le Far Oer a ottobre 2025, la Repubblica Ceca ha scelto - dopo un breve periodo di transizione - di affidarsi all’esperienza e alla concretezza di Miroslav Koubek. Il classe 1951, ex calciatore dello Sparta Praga, fa del modulo 3-4-2-1 il suo mantra. Campione di Repubblica Ceca con il Viktoria Plzen nella stagione 2014/2015, il 74enne ha guidato tante squadre in patria - tra cui Sparta Praga e Slavia Praga - oltre a un incarico da selezione dell’Under 19 ceca tra il 2013 e il 2014 e il ruolo di vice CT di Karel Jarolim in nazionale maggiore tra il 2016 e il 2018. Pavel Nedved ha deciso di puntare su di lui per dare certezze alla nazionale ceca prima del playoff, una scelta che si è rivelata vincente, in attesa di volare in Messico. Koubek ha accolto la richiesta della Federcalcio di tornare al timone della nazionale ceca nel momento più difficile, mettendo a disposizione la sua esperienza per centrare l’obiettivo.
MVP
Getty ImagesPatrik Schick dovrà essere decisivo se la Repubblica Ceca vorrà avanzare nel torneo.
Oltre a Tomas Soucek, centrocampista del West Ham, e Pavel Sulc, sorpresa della stagione del Lione, i fari saranno inevitabilmente puntati su Patrik Schick. L’ex attaccante di Sampdoria e Roma è rinato a Leverkusen, ritrovando quella vena realizzativa che lo aveva contraddistinto a inizio carriera, quando vestiva la maglia delle giovanili dello Sparta Praga e poi del Bohemians 1905. In questa stagione ha superato nuovamente il traguardo della doppia cifra e lo ha fatto per il sesto anno di fila, dimostrando qualità e continuità. Il peso dell’attacco della Repubblica Ceca sarà inevitabilmente sulle sue spalle ai Mondiali, con Schick che dovrà provare a trascinare i compagni verso la fase a eliminazione diretta. Dopo il clamoroso Europeo, in cui ha realizzato 5 goal in 5 partite tra cui la spettacolare rete da metà campo contro la Scozia, la Cechia si aspetta tanto dal suo bomber, chiamato a confermarsi anche in nazionale.
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One to watch
Getty ImagesStepan Chaloupek si è affermato come uno dei migliori difensori del calcio ceco.
Tra i tanti gioielli che hanno lasciato la 1.Liga e la Repubblica Ceca ce n’è uno che è pronto al grande salto e che potrebbe sfruttare proprio la vetrina del Mondiale per mettersi in mostra e attirare l’attenzione di qualche big europea. Stiamo parlando di Stepan Chaloupek, difensore classe 2003 dello Slavia Praga. Il 21enne sarà uno dei tre difensore che difenderanno la porta di Kovar: il rendimento in campionato e in Champions League è stato nel corso della stagione in costante crescita, con l’occasione Coppa del Mondo che può rappresentare il palcoscenico ideale e il trampolino di lancio verso un’opportunità fuori dai confini nazionali. Forte fisicamente, bravo in impostazione e nella lettura delle traiettorie, aggressivo in marcatura e soprattutto capace di poter ricoprire più ruoli in difesa, in diversi sistemi di gioco. Chaloupek rappresenta un profilo da monitorare con grande attenzione in occasione della competizione iridata e uno dei nuovi prospetti della scuola di difensori ceca, che negli ultimi anni continua a produrre calciatori di talento.