E' passato poco più di un mese dal 1 giugno, data dell'approdo ufficiale sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo di Roberto Mancini: da allora il tecnico jesino ha già avuto modo di conoscere da vicino la potenza economica del club russo, che ha recitato un ruolo da protagonista assoluto finora.
Ultimo arrivo in ordine di tempo è quello di Sebastian Driussi, ex attaccante del River Plate pagato 20 milioni di euro, sul quale era vivo anche l'interesse dell'Inter, che alla fine ha deciso di puntare su altri profili.
Il primo colpo in casa Zenit è arrivato dalla Roma: 23 milioni più 4 di bonus per Leandro Paredes, nulla da fare invece per Manolas che sembra aver rifiutato la destinazione russa, nonostante con la Roma fosse vicino un accordo di massima per il prezzo del cartellino.
In difesa dunque si punterà con ogni probabilità su Rodrigo Caio, attuale centrale in forza al San Paolo in Brasile: pronto il pagamento della clausola rescissoria pari a 18 milioni, il che aggiornerebbe il saldo delle spese totali a 61 milioni. Non male, Mancini può sorridere...


