Zemanlandia è tornata. Scontato e forse un po' banale, ma il titolo della seconda avventura di Zdenek Zeman al Pescara, iniziata con un roboante 5-0 al Genoa, non può che essere questo. Uno show di calcio, come da abitudine per un allenatore che sa come divertirsi e soprattutto far divertire.
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"Ho passato solo i concetti di base, evidentemente i calciatori sono stati bravi a capirmi e a mettere in pratica tutto sul campo - racconta il tecnico boemo, intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport' - Magari ora viene il difficile, perché dovrò cominciare a entrare più nei dettagli".
Speranza salvezza rinata? "Finché l’aritmetica non ci condanna, dobbiamo sperare. E, d’altra parte, sperano pure Crotone e Palermo. Come per lo scudetto, pur favoritissima la Juventus, possono ancora crederci Roma e Napoli".
GettyNelle scorse settimane si è parlato dello svincolato Antonio Cassano al Pescara: "Considerata la sua tecnica, pochi reggono il confronto con lui - dice ancora Zeman - Ma Cassano e Balotelli sono responsabili del loro destino: se hanno ottenuto meno di quanto potevano, la colpa è solo loro. Io allenatore di Cassano? Dovrei capire quanto posso ottenere da un giocatore come lui. Ma nella vita, mai dire mai".
Quanto a un possibile futuro in Cina, invece, il 'mai' calza a pennello: "Mah, non mi ci vedo. Qualche procuratore me l’ha proposto, però ho bisogno di lavorare in un certo modo con i calciatori. E in Cina non potrei creare il rapporto giusto con i giocatori. Per arrivare lì, poi, bisogna essere nel giro dei procuratori".



