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GunnarssonGetty

Tre goal da centrale di difesa: Gunnarsson fa la storia dell'Islanda

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Oggi, quando si parla di Nazionale islandese tra gli appassionati, il pensiero non è cambiato. Rimane la rappresentativa che a sorpresa è riuscita a giocare sia i Mondiali che gli Europei, attirando milioni di fans in tutto il mondo. Emergendo come squadra simpatia numero uno del pianeta. Quello che è avvenuto dopo? Poco conosciuto, solamente a pochi.

Del crollo post doppia qualificazione ai grandi tornei si è parlato veramente poco. Uscita dai radar per risultati negativi nelle ultime qualificazioni a Coppa del Mondo ed Europeo, ora l'Islanda prova timidamente a rinascere.

Non è emersa una nuova generazione che possa replicare quanto fatto dagli eroi del 2016 e del 2018 e i risultati altalenanti ma soprattutto tendenti alla negatività lo dimostrano. Le qualificazioni all'Europeo 2024 in terra tedesca sono iniziate con il k.o per 3-0 contro il Bosnia, ma il successo contro il Liechtenstein ha rimesso l'Islanda in carreggiata.

Certo, parliamo di una delle Nazionali con il ranking più basso d'Europa e del mondo, ma l'Islanda ha dimostrato che con un po' di fiducia può veramente alzare l'asticella, negli ultimi anni veramente bassa.

Inserita nel girone J con Slovacchia, Lussemburgo e le già citate Bosnia e Liechtenstein, ha intenzione di sfruttare le opportunità per essere nuovamente la mina vagante del gruppo, in cui il Portogallo appare come favorita assoluta.

Nel 7-0 contro il Liechtenstein, divenuta la più larga vittoria in gara ufficiale nella storia della Nazionale, a brillare come protagonista assoluto è stato capitan Aron Gunnarsson. Classe 1989, uno degli eroi della vecchia guardia, è riuscito nell'impresa di segnare una tripletta e fornire un assist.

Non parliamo certo di un bomber, considerando che Gunnarsson è un centrale di difesa, che nella sua carriera in Nazionale aveva segnato due reti in cento presenze tonde. Contro il Liechtenstein, però, la sua fisicità e le capacità di inserimento sono state decisive. In più un calcio di rigore, per cui non è mai stato famoso. Anzi.

Non un bomber, come detto, ma certamente un difensore (impiegato anche come mediano) abile ad inserirsi di testa e con il vizio del goal sotto porta, con una quarantina di reti con le varie maglie di club (soprattuto al Cardiff City).

Nuovi campioni, o comunque buoni innesti, stanno faticando ad emergere? Fu il gruppo islandese a cambiare il corso della storia, senza puntare su un fuoriclasse o giocatori molto più avanti rispetto ai colleghi. Quello su cui punta anche l'attuale rappresentativa di Arnar Viðarsson. Certo, con la guida della vecchia guardia. E di un Gunnarsson, capitano, leader ed ora goleador, in prima fila.

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