Era uno dei giovani più interessanti della Primavera bianconera ma oggi Francesco Scardina, ex difensore cresciuto nella Juventusdai 5 ai 19 anni, ha definitivamente abbandonato il mondo del calcio per lanciarsi in una nuova attivià. Quella di barman.
Scardina infatti adesso lavora nei locali di maggiore tendenza proprio a Siviglia, città nella quale la sua Juventus ha appena conquistato la matematica qualificazione agli ottavi di Champions.
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"Da ragazzo ho studiato informatica, ma l’ufficio non fa per me. Ho seguito un corso da bar tender e mi sono buttato, ho bisogno di stare in mezzo alla gente. La gente pensa che i calciatori vivano di rendita, ma sono in pochi quelli che ci riescono. Martedì scorso sono andato a vedere la Primavera, poi Siviglia-Juventus e un po’ ho sofferto: il campo mi manca", ammette Scardina intervistato da 'Il Corriere della Sera'.
Quindi l'ormai ex difensore rivive la sua carriera da calciatore: "Un anno fa ho smesso, dopo aver riportato la squadra in serie B. È cambiata la dirigenza del Huesca e ho preferito rescindere. Il mio mito era Paolo Montero e quando ero aggregato alla prima squadra della Juventus mi ha dato tanti consigli, con un’umiltà unica.
Il mio padre sportivo però è Giampiero Gasperini, che ho avuto come allenatore per dieci anni, prima nelle giovanili bianconere e poi a Crotone, dove abbiamo vinto il campionato, tornando in B. Al Chievo stavo ingranando in serie A, ma hanno esonerato Iachini e con Di Carlo poi ho giocato poco. In Spagna ho trovato un altro calcio: senza tensioni, con più tecnica. Certo al Camp Nou ne abbiamo presi 7 e meno male che non c’era Messi... ".
Scardina, che ai tempi della Juventus collezionò anche tre panchine in Champions League e ha giocato a Salonicco, Crotone, Vicenza, Chievo, Cittadella e Nocerina confessa il suo sogno nel cassetto: "Vorrei aprire un chiringuito sulla spiaggia. A Ibiza, quando giocavo, non ci sono mai andato, vorrà dire che ci andrò dietro al bancone, credo sia un record".





