Il calcio è fatto di episodi, di dettagli, di sottigliezze. Probabilmente una carriera splendente l'avrebbe avuta lo stesso ma, Cristiano Ronaldo, deve dire un grosso grazie a Fernando Santos, suo attuale ct al Portogallo.
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L'allenatore lusitano si sta giocando la vittoria della Nations League (finale in programma stasera contro l'Olanda) e, in conferenza stampa, ha rivelato un rimpianto che lo tormenta fin dal 2003, quando alla guida dello Sporting Lisbona concesse alcuni minuti nel finale a un 18enne 'CR7' nell'amichevole per festeggiare l'inaugurazione dello stadio 'José Alvalade' contro il Manchester United (che poi lo acquistò pagandolo 17 milioni di euro).
"Lo ripeto, rimasi sorpreso quando vedetti giocare questo giocatore così giovane. Non avrei dovuto farlo scendere in campo, rimasi senza di lui proprio per questa scelta. In quel giorno ci rendemmo conto delle qualità che aveva".
Santos ha elogiato la potenza fisica del 34enne, facendo un pronostico su quanti anni ancora darà spettacolo prima del ritiro.
"Penso che ci vorranno altri tre o quattro anni. Ha obiettivi certi e forti che lo portano ad avere sempre una buona condizione fisica e con altissimi livelli di intensità. Non è molto comune vedere un giocatore segnare 50 goal a 34 anni ed è per questo che penso che continuerà ancora per un po'".
Per Santos una consolazione c'è: quantomeno sta avendo l'opportunità di allenare Ronaldo ora, con qualche anno di ritardo. Meglio tardi che mai.


