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Sagnol rivela: "Dopo Berlino non parlai con Zidane per due anni"

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La scena, destinata a rimanere nella memoria collettiva nei secoli dei secoli, se la ricordano un po' tutti. Zinedine Zidane che affonda la capocciata contro il petto di Marco Materazzi, reo di avergli insultato la sorella. Risultato: rosso diretto per Zizou. Berlino, 9 luglio 2006. La notte del trionfo italiano. E delle lacrime francesi.

In campo c'era anche Willy Sagnol, uno dei rigoristi che provarono inutilmente a cambiare il destino delle cose. Segnò, Willy, ma non servì a nulla. E così, a distanza di qualche anno, l'ex terzino destro del Bayern rivela a 'RMC' come i rapporti con Zidane mutarono in maniera quasi radicale dopo quella sera amara.

"Entrai nello spogliatoio e c'era lui, che parlava e si scusava. Ma io non lo ascoltavo. Dopo una sconfitta così sei nel tuo mondo. Non volevo accettare le sue scuse, né parlare. Dovetti andare al bagno, mi sarò fumato 250 sigarette in 10 minuti".

Se il post partita di Italia-Francia provocò la prima crepa tra Sagnol e Zidane, la seconda e più definitiva fu creata e consolidata nel periodo successivo. E a rivelarlo è ancora l'ex terzino.

"Non ci parlammo per quasi due anni".

Poi, siccome solitamente il tempo sa lenire le ferite - non le cancella, no, ma le lenisce - ecco la riappacificazione.

"Nel 2008, dopo gli Europei, dovevo sposarmi. La mia futura moglie mi disse di invitare anche Zidane, così lo chiamai. Lui non poté venire alla festa, ma fui felice di vederlo la mattina dopo. Prendemmo un aperitivo insieme, chiacchierammo. E la vita cominciò nuovamente".

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