Migliaia di persone multate in tutta Italia per non aver rispettato il decreto del governo. Per i più svariati motivi, nell'ultimo mese le forze dell'ordine hanno preso provvedimenti nei confronti di tantissimi italiani. Tra di loro anche Mario Ferri, il famoso Falco, celebre in tutto il mondo per le sue invasioni di campo. E' lui il runner del video di Pescara.
Nel filmato venuto alla luce negli ultimi giorni, infatti, il Falco seminava sulla spiaggia abruzzese un poliziotto, intenzionato a multarlo per la sua presenza in spiaggia, contro l'ordinanza anti-coronavirus. Raggiunto, è scattato il provvedimento ed ora la verità a tal riguardo.
Ferri, che nel corso degli anni è riuscito ad entrare in campo durante grandi competizioni come Champions e Mondiali, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport:
"Ho sbagliato, chiedo scusa, restiamo tutti a casa. Non so che cosa mia sia passato per la testa. Quando invado i campi, mi consegno da solo agli steward e alle varie polizie. Abbraccio un calciatore e non fuggo. Qui mi è scattato un meccanismo contrario. Boh. Mi scuso con il finanziare, mi hanno beccato in centro".
Multato di 400 euro, Falco ha evidenziato che si stava allenando in vista del ritorno in campo. Ferri gioca infatti nel campionato delle Seychelles:
"Sono calciatore, per questo corro. Gioco in Africa, nel Victoria City, sono esterno di centrocampo, 14 partite e un goal. Ora il campionato è sospeso anche lì per coronavirus. Siamo ultimi in classifica. Si guadagna come nella nostra Serie D, ma ho una casa affacciata su 200 metri di spiaggia, sole dalla mattina alla sera, non so se mi spiego".
Agente di commercio, invasore di campo, ma anche calciatore in diverse nazioni:
"Ho giocato anche in Giordania, nell’Al-Faisaly di Amman, dove ho vinto la coppa nazionale. In estate potrei passare al Tre Fiori San Marino e giocare forse le eliminatorie di Europa League".
Invasioni ovunque, ma in Arabia se la vide brutta:
"Per Milan-Juve di Supercoppa italiana. Mi hanno preso e arrestato, volevano frustarmi. Mi ha salvato il nostro ambasciatore che mi ha imbarcato di corsa sul primo aereo per l’Italia. E, al Mondiale 2010, mi sono fatto tre giorni di carcere sudafricano, dopo che a Durban avevo fatto invasione per Germania-Spagna, una delle semifinali".


