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Cristiano Ronaldo Juventus 2020-21Getty Images

Il talento non basta, Ronaldo: “Mi arrabbio se mio figlio beve Coca-Cola e aranciata”

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Essere figlio di un calciatore può rappresentare un vantaggio non da poco in fatto di ‘porte aperte’, ma poi per riuscire ad arrivare ad alti livelli tutto questo ovviamente non basta.

Essere un calciatore professionista vuol dire fare tanti sacrifici ed imporsi anche delle rinunce e lo sa bene Cristiano Ronaldo che, nel corso della sua straordinaria carriera, ha fatto della dedizione al lavoro quasi una religione.

E’ questa una cosa che sta cercando di inculcare anche in suo figlio Cristiano. Proprio come il papà sembra aver ricevuto in dono qualità importanti, ma secondo CR7 gli manca ancora qualcosa per poter realmente puntare a diventare un calciatore al top.

A svelarlo è stato lo stesso fuoriclasse lusitano durante la cerimonia dei ‘Globe Soccer Awardsnella quale è stato proclamato ‘Miglior Giocatore del Secolo'.

“Mi chiedi se Junior ha tutto quello che serve per raggiungere il top? Non ancora — si legge sul ‘Corriere della Sera’ — con lui qualche volta sono duro. Beve Coca-Cola e aranciata e io mi arrabbio, ci litigo se vedo che mangia patatine fritte: non mi piace. Anche i miei figli più piccoli mi guardano così (mima uno sguardo impaurito), se li vedo mentre stanno mangiando cioccolata. Dobbiamo essere forti. Per essere sinceri, Junior ha il potenziale, è un ragazzo grande, è veloce, ha tecnica, ma questo non è niente, glielo dico sempre. Ci vuole tanta dedizione, tanto duro lavoro”.

Secondo Cristiano Ronaldo il semplice talento quindi non basta.

“Ogni tanto quando è a casa, gli dico di correre prima di andare all’allenamento e dopo gli suggerisco di andare nell’acqua fredda, per recuperare meglio. Lui mi risponde che l’acqua è molto fredda e non ha voglia, ma lo capisco, ha dieci anni. Dipende da lui, io non lo spingerò a fare il calciatore. Se mi chiedete se voglio che lo diventi, allora rispondo di sì. Ma farà quello che vuole, il dottore o qualcosa d’altro: voglio solo che pensi a essere il migliore”.

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