Il 2017 della Romainizia con lo stesso imperativo che aveva contraddistinto gli ultimi giorni del 2016: vincere. A dichiararlo ancora una volta è Luciano Spalletti che, durante la conferenza pre Genoa, ha ribadito l'intenzione di lasciare la panchina nel caso in cui non dovesse riuscirci.
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"Trovo chiaro il messaggio di Gandini nei miei confronti, ovvero che la società si aspetta di vincere perché c’è tutto per vincere. Per poter continuare a meritare questa società bisogna vincere, abbiamo sempre detto così e dobbiamo prenderne atto.
La squadra deve sapere che il forte deve dare il massimo per raggiungere il massimo obiettivo. Non ci si scandalizza di niente. È in sintonia con quello che ho sempre detto: se non vinco devo far posto ad un altro", ha spiegato Spalletti.
Che poi sottolinea: "Qui c’è tutto per vincere. I giocatori sono forti, lo dicono anche loro e io sono d’accordo. Non dobbiamo scendere al di sotto del nostro massimo. Voi ci dite che la Roma deve vincere perché è forte, io dico che sono tornato perché la squadra è forte, la società dice che qui c’è tutto per vincere, il pubblico e i giocatori lo dicono… ora bisogna farlo vedere, non c’è alternativa".
Nessuna scusante per nessuno, insomma, anche se il calciomercato di gennaio non regalerà forse i giocatori richiesti da Spalletti: "Salah è partito per l'Egitto e Iturbe è andato al Torino. Ci stiamo direzionando su Feghouli ma serve aspettare. Noi non siamo in condizione di dire prendo questo o quello. Rimpiazziamo chi è partito, rafforzarsi è un'altra cosa".
Cosa che invece secondo il tecnico giallorosso è già riuscita a Napoli e Juventus: "Rincon piaceva anche a noi, è un rinforzo vero. Come Pavoletti per il Napoli".
Tutti motivi che un giorno potrebbero magari spingere Spalletti lontano da Roma e verso la Torino bianconera: "Allenare la Juve? Mi cogliete di sopresa, io faccio questo di lavoro. Ma non vedo perchè ci mettete solo la Juventus, ci potete mettere anche la Fiorentina o l'Inter... ".

