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Arbitro Gianluca RocchiGetty Images

L'auspicio di Rocchi: "Si guardi l'arbitro con occhi diversi"

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Juventus-Roma dell'1 agosto, per Gianluca Rocchi, ha rappresentato il capolinea di una carriera lunga 30 anni. L'arbitro toscano, a 'Sky', racconta le proprie sensazioni a pochi giorni dal ritiro e lancia un appello legato al mondo dei fischietti.

"Sono felice davvero di aver fatto l'arbitro perché mi ha regalato gioie in varie fasi della carriera, a 17, a 30 e ora a quasi 47. Momenti felici? Ne ho avuti tanti, dalla finale di Europa League alla prima partita diretta ai Mondiali, ma anche l'esordio in promozione a 17 anni in un paesino in Toscana".

Allo 'Stadium', nella sua ultima partita, Rocchi ha provato emozioni forti.

"Mi piacerebbe tantissimo che l'arbitro venisse considerato una parte del gioco, che lo si vedesse veramente con occhi diversi, perché ancora lo si vede come una figura esterna, e la cosa che mi lascia una grandissima soddisfazione dell'altra sera  è che io mi sono sentito in quel momento una parte del gioco vera, perché me l'hanno riconosciuto loro, e per questo mi sento di ringraziarli".

"Vorrei eliminare tanti preconcetti che ci sono sugli arbitri, io ad esempio odiavo il conto dei precedenti di un arbitro con una squadra, mi sembra quasi un mettere in discussione la buona fede".

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