E’ considerato uno dei più forti terzini di ogni tempo, un fuoriclasse che abbinava a velocità ed esplosività un tiro tanto preciso quanto incredibilmente potente.
Roberto Carlos nel corso della sua straordinaria carriera, non solo ha vinto tutto ciò che si può vincere, ma ha giocato con e contro tutti i più grandi campioni della sua generazione.
L’ex esterno brasiliano, parlando a Goal dopo la Challenge Heineken Legends, ha spiegato perché considera Ronaldo il più forte calciatore con il quale abbia mai giocato.
“Lui era il migliore. Non ci sarà mai un altro ‘Fenomeno’. Non sono come lui né Neymar, né Cristiano, né Messi, Ronaldo è unico. Penso che ai nostri tempi fosse anche più difficile segnare. Era un calcio più fisico e gli attaccanti erano meno protetti, ma lui poteva fare tutto”.
Ronaldo approdò al Real Madrid nel 2002, quando la sua carriera era già stata segnata da un bruttissimo infortunio, ma Roberto Carlos non ha mai avuto dubbi su quello che sarebbe stato il suo rendimento con i Blancos.
“Per me era chiaro quanto fosse incredibile, ma molti a Madrid non lo sapevano. Ricordo che sorprese in tanti”.
Roberto Carlos giocò in un Real Madrid pieno di fuoriclasse, la forza di quella squadra era tuttavia lo spogliatoio.
“C’era un’atmosfera fantastica all’interno del club. Avevamo giocatori incredibili, ma erano parte di un gruppo fantastico. Eravamo tutti grandi amici e lo siamo ancora oggi. E’ stato spettacolare. Il Real Madrid è più grande di qualsiasi ego. Parliamo di un club enorme, talmente grande che riuscimmo a prendere straordinari fuoriclasse. Stava ai giocatori adattarsi alla cultura del club e non viceversa. Tutti dovevano parlare spagnolo nello spogliatoio, l’unico che parlava di più portoghese era Beckham perché non avrebbe mai lasciato la mia casa! Era il vicino mio e di Ronaldo, quindi il suo portoghese migliorò più del suo spagnolo”.
Getty ImagesL’ex terzino brasiliano ha condiviso lo spogliatoio anche con Zinedine Zidane. L’ex fuoriclasse francese, dopo aver fatto cose straordinarie da giocatore, si è confermato grandissimo anche come allenatore.
“Quando arrivò al Real era il numero uno. Non è uno che parla molto, lascia parlare il campo. Era come un artista o un ballerino. Parliamo senza dubbio di uno dei migliori di tutti i tempi ed oggi è tra i migliori allenatori al mondo. Dal punto di vista umano è fantastico, crea un ottimo rapporto con i suoi giocatori e conosce la mentalità del Real. Ha semplificato le cose per tutti e il fatto che abbia vinto tre Champions League di fila dice molto su di lui”.
Cristiano Ronaldo e Messi hanno segnato un’epoca, ma all’orizzonte ci sono altri grandi talenti pronti a dire la loro.
“Io penso che Cristiano e Messi abbiano altri tre anni da vivere ai vertici ancora, ma Neymar, Mbappé e Hazard sono pronti a prendere il loro posto. Penso che Hazard a breve dimostrerà di essere il numero uno”.
Roberto Carlos ha lasciato il Real Madrid nel 2007 dopo ben undici anni di militanza. Tra i club che all’epoca erano pronti ad accoglierlo c’era anche il Chelsea.
“Ebbi due proposte, una del Fenerbahçe e l’altra dal Chelsea. Con i Blues non ha funzionato e quindi sono andato in Turchia. Però sono stato realmente molto vicino, l’accordo era totale, dovevo solo firmare il contratto. E’ successo una settimana prima che approdassi al Fenerbahçe, ma sfortunatamente qualcosa all’ultimo momento non è andata nel modo giusto, ci furono problemi con l’avvocato, sono cose che possono capitare nel calcio. Era fatta e sono convinto che avrei fatto bene in Premier League, era un campionato che si adattava alle mie caratteristiche”.
Già molti anni prima Roberto Carlos aveva sfiorato il trasferimento in Inghilterra.
“Giocavo in Brasile con il Palmeiras, era il 1995 e ci furono contatti con l’Aston Villa. Mi volevano, ma non avevano la possibilità di chiudere l’accordo, quindi poco dopo passai all’Inter”.
Secondo l’ex terzino nerazzurro, il Brasile è tornato a sfornare ottimi talenti e quindi è ottimista per il futuro del calcio verdeoro.
“Vinicius Junior e Rodrygo del Real Madrid rappresentano il futuro, insieme a Gerson del Flamengo. Sono questi i ragazzi che più mi entusiasmano, sono tre giocatori fantastici e avranno tanto successo”.
Sul fronte terzini invece, è stato Marcelo a raccogliere la sua eredità.
“Sento di essere un esempio da seguire, visto quello che ho realizzato, proprio come Marcelo per quello che sta facendo al Real. La gente seguirà le sue orme, come in passato hanno seguito le mie”.


