Pochi mesi dopo il suo cinquantesimo compleanno torna a parlare Roberto Baggio e lo fa in una lunga intervista concessa a 'Il Corriere della Sera' durante la quale, tra le altre cose, indica anche il nome del suo possibile erede.
"Guardo molto calcio sudamericano e, da tifoso del Boca Juniors, mi piace molto Centurion. Ma deve migliorare fuori dal campo", ammette Baggio che da anni vive praticamente in Argentina.
Ma quando gli si chiede chi siano i più forti di sempre Baggio non esita a indicare sempre e solo Pelè e Maradona: "Nei loro anni non c’erano le regole di oggi. Una volta era una caccia all’uomo. Ai miei tempi, prima aspettavi la scarpata e solo dopo pensavi a come stoppare il pallone. Oggi, a volte si rischia l’espulsione al primo fallo".
Tanto che negli anni '90 la fantasia di uno come Baggio venne ingabbiato dagli schemi: "Più che altro si fece strada l’anti-calcio. E quelli del mio ruolo facevano fatica a giocare. Zola dovette andare in Inghilterra per trovare posto.
Ancelotti non mi volle al Parma? La cosa importante è che si è pentito pubblicamente. Adesso giocherei seconda punta in un 4-3-1-2. Di fianco a un centravanti vero»
Getty ImagesQuindi Baggio indica il difensore che più lo ha messo in difficoltà: "Paolo Maldini. Quando te lo trovavi davanti sapevi che non passavi. Era grosso. Ed era forte di testa, di destro, di sinistro... Dovevi mettere insieme 15 giocatori per fare uno come lui".
Ovviamente nei giorni di Bernardeschi alla Juventus non poteva mancare una domanda sul tema: "Io nei confronti di Firenze avevo e avrò sempre un grande senso di gratitudine, per i due anni di stop dopo il mio primo infortunio al ginocchio.
Non avevo mai giocato e la gente mi stava vicino, mi dimostrava il suo affetto, mi stimolava a non mollare, mi diceva che mi avrebbero aspettato. Sono cose che io non dimentico. Credo che a Borja Valero sia successo qualcosa di simile".
Infine Baggio torna sul rigore fallito a USA '94: "Mi capita di ripensarci. E' la stessa amarezza del 1994. Non è diminuita. Non passerà mai, penso. Mi piacerebbe tornare indietro, a parte il finale. Anche se è il Mondiale del 1990 quello in cui mi sentivo di poter fare qualsiasi cosa".

