Anni e anni alla Juventus. Sempre nell'ombra. Sempre da dodicesimo, prima di Peruzzi, poi di Van der Sar e infine di Buffon. Un personaggio ancora oggi apprezzatissimo nel mondo bianconero, Michelangelo Rampulla, proprio per la sua capacità di remare dalla parte giusta, con una serietà d'altri tempi, nonostante il pochissimo spazio a disposizione.
L'ospite speciale odierno di 'Casa Juventibus' è proprio lui, il cinquantasettenne ex portiere di Cremonese e, appunto, Juve. Tanti gli argomenti trattati durante la chiacchierata. Del passato, ma soprattutto del presente. Leggi: Giorgio Chiellini e la sua chiacchieratissima autobiografia.
"Non ho letto il libro, però credo che ognuno abbia il diritto di raccontare quello che gli è accaduto nella vita. Uno avrà pure incontrato qualcuno che gli è stato sulle scatole, è normale. Doveva dirglielo in faccia? Ma se io faccio un libro lo scrivo sul libro".
Mario Balotelli e Felipe Melo: ecco i due principali personaggi messi nel mirino da Chiellini. Due che Rampulla conosce piuttosto bene. Soprattutto il brasiliano.
"Balotelli lo conoscevo da avversario, già nella Primavera dell'Inter era un po' antipatico in campo. Melo l'ho conosciuto nel 2009/10, quand'ero allenatore dei portieri della Juventus con Ciro Ferrara allenatore, e non è che si comportasse molto bene. Ma non si comportavano bene nemmeno i suoi compagni, perché gli lasciavano fare quello che voleva".
"Dal 1992 al 2002, quando io giocavo nella Juventus, uno come Melo l'annata non l'avrebbe finita. Sarebbe stato messo in uno sgabuzzino e tirato fuori alla fine della stagione. Chiellini ha detto la verità: Melo è uno st... (non completa la parola, ndr) e si è comportato da st... (idem). Chi non mosse un dito in quell'annata? I senatori e gli ex compagni di squadra di Ferrara. I nostri miti? Sì, i nostri miti".
-Facile identificarli: da Buffon a Del Piero, da Camoranesi a Trezeguet, tutti presenti nella rosa della Juventus in quella stagione.
"Avevamo cinque-sei campioni del Mondo, qualcuno vicecampione del Mondo in rosa, e nessuno si azzardava a dire una parola contro Felipe Melo. Noi abbiamo dovuto tenere Ciro, perché altrimenti lo avrebbe menato. Ciro è calmo e tranquillo, ma non puoi permetterti di alzare la voce contro l'allenatore".



